RASSEGNA STAMPA

13 NOVEMBRE 2003
LAURA CAPPOZZO
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Notizie corrette, scelte consapevoli

Sul "consenso informato" un convegno all'Ateneo pontificio Regina Apostolorum di Roma

"L'evoluzione del rapporto medicomalato impone, oggi più che mai, importanti riflessioni sul difficile connubio tra la potesta di cura del primo e il rispetto della libera autodeterminazione del secondo".

In questa nuova realtà sanitaria, fotografata da Paola Frati docente associata dell'Istituto di Medicina Legale dell'Università di Roma La Sapienza, trova il suo spazio il tema sempre attuale del "consenso informato". "Stiamo assistendo all'affermazione di una scienza qualitativamente migliore che poggia le propria fondamenta su un sapere consolidato e "provato". Al centro di tale trasformazione si colloca la figura del paziente, finalmente consapevole dei propri diritti e delle proprie aspettative, di cui è diretta testimonianza un nuovo clima culturale che ha come massima espressione il principio di autodeterminazione".

Per dirla come Gian Paolo Ciocca, dirigente medicolegale dell'Inps intervenuto al convegno "Il consenso Informato tra Etica e Diritto", organizzato presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, che due anni fa ha dato vita alla prima facoltà di Bioetica del mondo, e da Sanità inFormazione, società di servizi e strumenti informativi per migliorare la qualità di vita delle professioni sanitarie, "sono dunque ormai lontani i tempi in cui Ippocrate insegnava ai suoi discepoli di tenere all'oscuro i pazienti circa ogni evento futuro e quelli in cui il medico rappresentava l'unico soggetto che decideva su quanto fosse giusto fare per il "bene" del malato".

Oggi il tema dell'informazione al "cliente" assume un rilievo sempre più consistente anche dal punto di vista deontologico: il paziente viene posto di fronte a delle scelte, il medico di fronte all'obbligo di dare una corretta, chiara e comprensibile informazione sulla reale condizione di salute. "In conclusione", dice Marco Tortorella, avvocato civilista, che per il convegno ha curato i risvolti giuridici del consenso informato, "l'informazione si inserisce nel quadro dell'attività professionale medica integrandone il contenuto e costituendo esso stesso una prestazione medica vera e propria e non un suo accessorio".

E proprio sul fronte del consenso informato, non va dimenticato lo sforzo che sta compiendo Cittadinanzattiva Tribunale del malato nelle varie realtà italiane.

 

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