![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 13 NOVEMBRE 2003 |
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Inaugurazione dell'anno accademico con lo
scienziato, premio Nobel per la fisica
Rubbia: un patto tra uomo e scienza
Ruini: coniugare conquiste scientifiche e
sviluppo dei popoli Fisichella: nuove scoperte? Sì, ma conformi al creato
Un
premio Nobel per la fisica in cattedra all'Università del Papa. Per dire che la
questione della verità è oggi sempre più ineludibile anche per il mondo della
ricerca. È quanto è accaduto ieri all'Università Lateranense, che in occasione
dell'inaugurazione del suo 231° anno accademico, ha ospitato un intervento del
professor Carlo Rubbia sul tema "La scienza al servizio dell'uomo".
"La
scienza sta facendo oggi passi enormi e stiamo conquistando un grandissimo
potere - ha riconosciuto Rubbia -. L'ambito della vita è uno dei settori della
ricerca in cui maggiori sono i progressi acquisiti e quindi le esigenze di
carattere etico, il bisogno di considerare l'uomo nella sua integrità,
diventano di vitale importanza". Ecco allora il tema della responsabilità:
per il Premio Nobel "la ricerca non può essere fatta soltanto di scoperte
o invenzioni "alla Frankenstein": potere e responsabilità devono
procedere insieme". Di qui l'indicazione di una strada ben precisa:
"Occorre riformulare il "patto" tra la scienza e l'uomo - ha
proseguito Rubbia -, un patto in cui ciascuno di noi deve avere i propri limiti
ed assumersi le responsabilità delle conseguenze del proprio agire in un ambito
che non ci si limiti agli aspetti e ai dati tecnici, ma tenga conto di tutto
ciò che la persona umana, che non è solo una macchina, rappresenta".
L'attualità
di questa sfida è stata sottolineata nel suo saluto anche dal cardinale Camillo
Ruini, gran cancelliere dell'ateneo. "Mai come in questo periodo
probabilmente - ha osservato il cardinale vicario di Roma - la scienza ha
occupato un ruolo così centrale nella vita delle persone e dei popoli. Eppure,
le conquiste che la scienza raggiunge, spesso moltiplicano gli interrogativi a
cui è necessario dare risposta, perché la vita personale e sociale sia
garantita da un reale progresso". Ma il cardinale Ruini ha indicato anche
un altro versante assai delicato del rapporto con le nuove conoscenze nel mondo
di oggi: "La sfida sulla quale sar anno chiamate a confrontarsi le
generazioni future - ha osservato - sarà, probabilmente, quella di poter
coniugare conquista scientifica e sviluppo dei popoli, senza dare adito a
divisioni o sperequazioni tra ricchi e poveri, tra nazioni forti e altre in
affanno per la sopravvivenza. Quando la scienza raggiunge obiettivi che toccano
la vita delle persone, allora è determinante che ogni uomo sia posto nella
condizione di poterne usufruire. In questo modo, infatti, il comando biblico
che pone l'uomo a capo dell'intero creato trova la sua giusta corrispondenza e
la risposta coerente".
La
scienza, dunque, come una delle frontiere oggi più significative dell'etica.
"Ognuno - ha riassunto il rettore della Lateranense, il vescovo Rino
Fisichella - dovrebbe vivere con la certezza che le nuove scoperte sono
conformi all'universo creato, perché condotte da scienziati che hanno piena
consapevolezza della loro responsabilità e dell'integrità dell'esistenza raccolta
in un ordine che a nessuno è lecito modificare, perché non può essere posto a
servizio dell'arbitrarietà o di alcuni poteri occulti. L'Università - ha
concluso il rettore - è il luogo privilegiato dove questi interrogativi
sorgono, vengono analizzati, ponderati e orientati e soluzione". Il tutto
a una condizione, "che lo sguardo - ha precisato Fisichella - sia
mantenuto fisso sulla verità e sulle istanze che essa stessa pone in atto a
partire da sé, perché venga evitata ogni forma che tende a sopire la responsabilità
per il bene dell'intero creato".
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