RASSEGNA STAMPA

7 NOVEMBRE 2003
MOGEN HANSEN
[Referendum o elettronica, quando il cittadino va al governo

 

Sino a quando Alexis di Tocqueville, nel 1835-1840, pubblicò il suo De la démocratie in Amérique, per "democrazia" si intendeva quasi sempre la democrazia diretta, praticata in piccole comunità come la antica Atene o la Basilea del XVIII secolo, e "democrazia" e "rappresentanza" erano considerate forme opposte di governo. Sull'onda del libro di Tocqueville, il concetto di democrazia viene rapidamente connesso con il concetto di rappresentanza, la parola democrazia senza ulteriori specificazioni, assunse il significato di "democrazia rappresentativa" e da quel momento la democrazia diretta venne relegata nel mondo delle note storiche a pié di pagina.

Durante l'ultima generazione, tuttavia, il concetto di democrazia diretta è riemerso una possibile alternativa alla forma prevalente della democrazia rappresentativa.  Le ragioni a favore di questo proposto ritorno alla democrazia diretta sono basate sulla combinazione di quattro argomenti. Il primo è la convinzione quasi universale che la democrazia sia una buona cosa. Il secondo che un massimo di democrazia equivalga a un'ottima democrazia. Il terzo è l'assioma, molto plausibile, che la democrazia diretta sia più democratica di quella rappresentativa e perciò costituisce il massimo della democrazia. Il quarto è l'affermazione che la moderna tecnologia abbia reso possibile il ritorno alla democrazia diretta.  A loro volta, questi argomenti sono basati su quelli che qui suggerisco di chiamare i cinque pilastri della democrazia diretta.

Essi sono la convinzione che: 1) il cittadino comune sia una persona intelligente capace di prendere decisioni sensate (che riguardano se stesso e i suoi concittadini): 2) il cittadino comune è pronto a trascurare il suo interesse privato in caso di conflitto con l'interesse nazionale: 3) il cittadino comune possa essere sufficientemente informato sulle questioni in discussione: 4) il cittadino comune sia interessato a prendere direttamente le decisioni politiche, più che a delegare queste decisioni a dei politici di professione:5) anche dei dilettanti possono prendere le decisioni razionali, se si distingue tra un sapere degli esperti, necessario per preparare e formulare i provvedimenti, e il senso comune necessario per fare una scelta politica tra le alternative prospettate. 

Nel confronto in corso su democrazia diretta e democrazia rappresentativa, un serio problema è costituito dal fatto che oggi la democrazia diretta non esiste più come forma di governo di uni Stato.   Certamente il referendum è ampiamente usato, ma anche gli Stati democratici che consentono qualche referendum sono ben lontani dall'essere una democrazia diretta, in cui ogni importante decisione deve automaticamente essere discussa e voluta dal popolo.

Di conseguenza, i cinque pilastri della democrazia diretta devono essere verificati contro la realtà storica e il solo esempio importante di democrazia diretta è il tipo di democrazia praticato nelle antiche città Stato greche, dal 500 a, C. circa, sino alla fine nell'età ellenistica. Tra i moderni sostenitori della democrazia diretta, vi sono diverse valutazioni della democrazia ateniese.  Secondo alcuni, questa sarebbe fondamentalmente diversa dalla moderna democrazia elettronica.  Esse sarebbero così diverse che quasi nulla potrebbe essere appreso dalle forme antiche. Chi così la pensa considera, in realtà, la democrazia ateniese un'oligarchia mascherata: la democrazia diretta moderna dunque sarebbe qualcosa di completamente nuovo. Altri, invece,  ritengono la democrazia ateniese un esempio molto importante  e pensano che i metodi utilizzabili nelle democrazie dirette moderne siano adattamenti alle nuove tecnologie del sistema politico che, fondamentalmente, era praticato dagli ateniesi.  Essi ammettono che ci siano differenze rilevanti sia nelle forme del dibattito che nel modo in cui il voto è espresso, ma che, ciononostante, alcuni aspetti fondamentali della democrazia diretta siano presenti in ambedue le forme... Di conseguenza ritengono che un modo importante di verificare i meriti e gli svantaggi legati alla democrazia diretta sia lo studio del sistema politico di Atene dal 507 a. C. quando Clistene introdusse la demokratia ad Atene, al 322 a.C., quando questa venne abolita in conseguenza della conquista macedone della città.

 

 

 

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