RASSEGNA STAMPA

18 OTTOBRE 2003
MAURO FERRI
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"Incontro tra diversi, la risposta è il dialogo"

La presidente dell'Istituto bioetico al convegno sul rapporto con l'"altro" in ospedale

 

  "Il dialogo con l'altro porta sempre con sé e una sfida e un sacrificio: il mettere in gioco la propria identità e la rinuncia alle piccole negoziazioni che offrono soltanto compromessi intermedi. Solo così diventa realizzabile il vero incontro con la diversità". L'anticipazione argomenti che saranno affrontati oggi nel corso del convegno organizzato dalla sezione emiliano romagnola dall'Istituto Italiano di Bioetica, dedicato al tema dell'ospedale interculturale ci viene offerta dalle parole della professoressa Luisella Battaglia, presidentessa nazionale dell'Istituto (fra i relatori dell'incontro odierno). A partire dalle 9 al Park Hotel si discuterà di come declinare nell'ambito sanitario e dell'assistenza una sfida, quella dell'incontro con l'alterità nelle sue molteplici sfaccettature, che investe l'intera società.

"L'approccio alla diversità - spiega la Battaglia - costituisce uno dei capisaldi formativi del nostro tempo. Esistono due modelli da respingere nelle modalità di rapporto che stabiliamo con gli altri. Il primo è quello dell'assimilazione, fondato sull'incorporazione dell'altro che causa la perdita della sue radici, la riduzione della sua identità. La seconda modalità da rigettare è quella che fa leva sul multiculturalismo che sancisce la divisione fra le culture: ognuno resti nel suo recinto senza procurare fastidio all'altro. Entrambe questi schemi hanno in comune la diffidenza e la negazione dell'alterità". "C'è però una terza via da prendere - aggiunge - che si basa sul dialogo e il confronto fra sistemi aperti, dove le idee di ciascuno vengono messe alla prova e ogni persona accetta di levarsi la propria maschera etica". In ambito sanitario, dove la malattia unifica i diversi, è più che mai necessario affidarsi ad una flessibilità di risposte: "a un sistema di valori aperto - precisa - e non rigidamente inteso". Un ruolo importante nelle interazioni sociali che implicano lo scontro fra differenze spetta alle figure dei mediatori culturali. "Questa è una grande figura del domani - sostiene la Battaglia - perché la sua azione non deve limitarsi a tradurre da una lingua all'altra, ma deve essere capace di interpretare, creando condizioni di conciliazione in caso di conflitti e di compatibilità che non siano la negazione di questi conflitti". Una delle accuse ricorrenti alle quali rimangono esposti i propugnatori del dialogo interculturale è quella di "relativismo etico": nulla di più sbagliato per la professoressa. "I veri tolleranti della storia - afferma - come Locke e Voltaire non sono dei relativisti etici, ma sono legati a sistemi di valori non dogmatici ma molto forti, che permettevano di riconoscere anche i valori degli altri".

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