RASSEGNA STAMPA

8 OTTOBRE 2003
ACHILLE VARZI
[

DALL'AUTOMOBILE AL FRIGORIFERO, LE FUNZIONI CHE IGNORIAMO DEGLI OGGETTI COMUNI

Il mio thermos, macchina del tempo

 

di Luciano Coen e Achille Varzi

LUI. Permesso? Ciao, scusa l'improvvisata. Ho colto queste fragoline di bosco e mi sono ricordato che tu ne sei sempre stata golosa.

Lei. Ma che meraviglia! Presto, dammele che le metto nella macchina del tempo.

Lui . Sì, tieni... Come, macchina del tempo?!

Lei. Ecco, riponiamole con cura, sono proprio bellissime e profumatissime.

Lui. Ma scusa, a me questo sembra un normalissimo frigorifero, pure di marca. Non mi risultava che questa ditta costruisse macchine del tempo.

Lei. Se ti va di chiamarlo 'frigorifero', fai pure. Una macchina del tempo è e rimane.

Lui. Spiegati meglio.

Lei . Guarda questi lamponi. Belli come appena colti. Assaggiane uno.

Lui. Buonissimi, in effetti. Da dove vengono?

Lei. Dal bosco, naturalmente. Adesso assaggia questo.

Lui . Eh, che cos'è questa poltiglia violacea ammuffita?

Lei. È un cugino di quelli che hai appena assaggiato, un lampone colto lo stesso giorno, ovvero una settimana fa, e lasciato fuori dal frigorifero.

Lui. D'accordo, capisco dove vuoi andare a parare. Questo lampone ammuffito (che non intendo certo mangiare per penitenza) è invecchiato, mentre quelli che mi hai offerto prima sono rimasti giovani. Quindi il tempo è passato in modo diverso per l'uno e per gli altri. Quindi il frigo ha agito come una macchina del tempo: ha rallentato il tempo dal punto di vista dei lamponi che ci hai messo, e delle fragole che recupereremo tra una settimana. Per noi, quando togli i lamponi dal frigo, è letteralmente come se fossimo in presenza di un fenomeno avvenuto una settimana fa...

Lei. Non è un'idea mia. Ho appena letto un libro del filosofo Hugh Mellor che si intitola Tempo Reale in cui fra le altre cose si sostiene proprio questa tesi. È una tesi che si applica bene a processi di decadimento biologico. Naturalmente non è detto che i lamponi siano d'accordo: dal loro punto di vista il frigo è letale. Rallentare troppo gli orologi biologici può avere effetti disastrosi, esiziali. Non vorrei che tu pensassi di restare giovane passando un po' di tempo in frigo.

Lui. Insomma, la tua macchina del tempo non è proprio perfetta.

Lei. No, però è una buona approssimazione. Invece la tua macchina dello spazio...

Lui. Quale macchina dello spazio?

Lei. Si, insomma, quella che vedo lì fuori. Come macchina dello spazio, mi sembra che funzioni proprio bene.

Lui . Vuoi dire la mia automobile?

Lei. Appunto. Quella non è un'approssimazione, è una vera macchina dello spazio. Entri, premi un paio di bottoni, tieni pigiato un pedale, e ti ritrovi in un altro posto. Perfetta no?

Lui. Adesso che mi ci fai pensare, corro a prendere lo spumante. Ho messo una bottiglia al fresco in macchina, nel minibar.

Lei. Non mi dire... Hai una macchina del tempo - d'accordo, quello che tu chiami un "frigorifero" - nella tua macchina dello spazio? Sono ammiratissima. Hai una macchina dello spaziotempo.

Ficcanaso . Signorina, lei sta usando dei concetti più grandi di lei. Le spiace prendere per un attimo il mio freno temporale inerziale?

Lui. Un frigo anche lei?

Ficcanaso. No, una borsa del ghiaccio. Questo invece è il mio convertitore di spazio in tempo, le piace?

Lui. Mi sembra un banalissimo orologio.

Ficcanaso. Infatti. Mangia spazio con gli ingranaggi (o come direbbe la signorina, è una macchina dello spazio, dato che sposta dei pezzi di materia di qua e di là) e sputa tempo con un ritmo costante. La definizione è del celebre neurofisiologo Valentino Braitenberg. Per finire, ecco qui il mio fabbricatore di isole temporali.

Lui. Questa poi... Ma non è un thermos?

Lei. Appunto: se mettiamo un thermos nella macchina del tempo (nel frigo, d'accordo), questo impedisce alla macchina di rallentare il tempo dentro il thermos, e quindi crea un'isola temporale. Nel thermos il tempo scorre più velocemente che nel frigo.

Ficcanaso. Bene, adesso avete una bella collezione di macchine spaziali e temporali. La signorina ci ha detto che cosa succede quando mettiamo un thermos nel frigo. Adesso mi spiegate che cosa succede se metto il convertitore di spazio-tempo nel fabbricatore di isole temporali, e ripongo quest'ultimo nella macchina del tempo ospitata nella sua macchina dello spazio?

Lui. Per parlare in soldoni, vuol sapere che cosa succede se lei mette l'orologio nel thermos che poi io metto nel frigo che ho in auto (e immagino che intenda l'auto in movimento)?

Ficcanaso. Esattamente. Ma non mi interessa davvero sapere quello che succede. Voglio solo capire fino a che punto possiamo utilizzare questi strani concetti filosofici per descrivere le cose della nostra vita di tutti i giorni. La realtà è veramente così strana e complessa, o tutto dipende dallo strano linguaggio che stiamo utilizzando e che piace tanto alla signorina qui presente?

Lei. Non è che mi piace questo linguaggio. Mi sembra più preciso. Ma è ovvio che il suo impiego non comporta alcun cambiamendo nella natura delle cose. La realtà descritta dai filosofi è la stessa realtà di cui si parla comunemente, proprio come il mondo descritto dai chimici e dai fisici è lo stesso mondo di cui si occupano psicologi e sociologi. Cambiano solo le descrizioni e le chiavi di accesso, ed è un bene che si possa scegliere tra più opzioni, perché a seconda dei casi può essere più opportuno utilizzare linguaggio e concetti di un certo tipo oppure di un altro.

Lui e il Ficcanaso. Quindi?

Lei. Quindi basta mettersi d'accordo. La realtà è quella che è. Se preferite parlare di frigoriferi, automobili, orologi e thermos, per me non è certo un problema. Anzi , perché non entra anche lei e ci fa compagnia? Ho appena tolto questa bella torta dalla mia macchina per... ehm, dal mio forno e stavo giusto dandole l'ultimo tocco col mio... ehm, spruzzapanna elettrico?

 

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