![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 23 SETTEMBRE 2003 |
|
Giurisprudenza
lancia un corso tra legge ed etica
Il
caso della donna che si è fatta piantare le corna
Le
lezioni da marzo con il giurista Azzoni e il medico Ruberto
Orlan è
l'unico essere umano al mondo con le corna di osso piantate in testa. Artista
del libero arbitrio, la donna ha inventato un modo raccapricciante, estremo, di
fare business col proprio corpo, abusandone in maniera vertiginosa. Vive in
Francia, ha un gettonatissimo sito internet e fa soldi a palate con le foto, i
film e i gadget dei continui interventi di chirurgia ricostruttrice cui
volontariamente si sottopone. Un caso limite, il suo, e da manuale per il corso
di biodiritto della facoltà pavese di Giurisprudenza, appena istituito e che
comincerà a marzo.
Il
giorno dopo il "battesimo" del bio-giudice ad opera del
vicepresidente del Csm Virginio Rognoni, ecco l'annuncio del corso di
biodiritto a Giurisprudenza. Ancora una volta l'Università di Pavia dimostra la
sua vocazione per le tematiche di carattere etico. "Il biodiritto - spiega
il preside Sergio Seminara - è l'ultima, per il momento, frontiera della giurisprudenza
nell'età della biologia, che è diventata la scienza delle scienze, occupando il
posto che nel Novecento è stato della chimica, della fisica e della meccanica
quantistica. Non a caso Ryfkin e Fukuyama definiscono il ventunesimo il
"secolo biotech". Ora il biotech pervade l'insegnamento del
diritto".
"Con
la scoperta del Dna, avvenuta cinquant'anni fa - continua Seminara - e oggi con
la mappatura del genoma si è messo in moto un meccanismo di scoperte
scientifiche, una più strabiliante dell'altra, che ha reso possibile qualcosa
prima inconcepibile. Oggi l'uomo è in grado di determinare il proprio essere.
La donna che si installa le corna non è che un caso di volontà estrema di
disporre del proprio corpo. Il nuovissimo potere dell'uomo su sè stesso comporta
enormi implicazioni di ordine etico, religioso, politico, sociale, economico e
appunto giuridico. Questo è il presupposto per l'istituzione del corso di
biodiritto".
Per
assicurare le necessarie competenze sia giuridiche sia biomediche, il corso
coinvolgerà anche la facoltà di Medicina e Chirurgia. Innovativa anche la
formula delle lezioni. Saranno in due a tenerle, contemporaneamente presenti in
aula: Giampaolo Azzoni, professore straordinario di teoria generale del diritto
a Giurisprudenza e responsabile del corso; e Giovanna Ruberto, professore
associato di bioetica nella facoltà di medicina. "I due docenti
garantiranno i due punti di vista insiti nel biodiritto - spiega il preside
Seminara - E cioè: la prospettiva dell'etica (giusto o sbagliato?) e quella del
diritto (lecito o illecito?)".
"Il
corso - spiega Azzoni - si propone di introdurre lo studente alla comprensione
delle problematiche giuridiche poste dalle scienze della vita, attraverso
l'esame critico di alcuni concetti fondamentali della teoria generale del
diritto (soggetto, corporeità, autonomia, responsabilità) alla luce dei nuovi
sviluppo di biologia, medicina e scienza del farmaco".
Originale
è l'articolazione didattica. Azzoni: "Il corso di biodiritto avrà una
parte generale e una monografica. Nella prima verrà trattato il nesso tra
organismo vivente e giuridicità: l'ontologia del corpo umano (ovvero: che
cos'è), il problema degli eventuali limiti agli atti di disposizione del
proprio corpo. Nella parte monografica, invece, si analizzeranno le
problematiche specifiche della chirurgia estetica".
"La
disponibilità del proprio corpo - dice Azzoni - trova un limite preciso
nell'articolo 1418 del codice civile, che sancisce che "gli atti di
disposizione sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente
dell'integrità fisica o siano contrari alla legge, all'ordine pubblico o al
buon costume"".
Il
docente cita alcuni esempi della scottante attualità della materia: "La
chirurgia estetica ha avuto un'enorme espansione e ciò determina l'insorgere di
questioni giuridiche assai delicate. Può un minorenne essere sottoposto a
intervento? E poi che cos'è esattamente la chirurgia estetica? Quando il
paziente vive una propria caratteristica fisica con difficoltà esistenziale,
possiamo parlare davvero di chirurgia estetica?. Un conto è la chirurgia
riparatrice (ad esempio l'intervento su un volto sfigurato in un incidente).
Altro è la chirurgia cosmetica, per adeguare una persona al modello di
bellezza, estesa a strati sempre più ampi della popolazione. Pensiamo alla
pratica di ridurre il seno, oggi alla moda".
"Non
si tratta solo di fredde disquisizioni terminologiche - avverte Seminara -
Infatti, i limiti di autorizzazione per la chirurgia cosmetica dovrebbero
essere assai pià stringenti e rigorosi che non per la chirurgia
riparatrice"
Qual è
la differenza tra bioetica e biodiritto? "Le due discipline - rispondono
Seminara e Azzoni - hanno il medesimo oggetto di studio: le biotecnologie (cioè
le tecnologie che usano esseri viventi per la produzione), i farmaci, le
sperimentazioni mediche, i test genetici, l'eutanasia, le cure palliative. Ma
differiscono perchè la bioetica risponde alla domanda "giusto o
sbagliato?", mentre il biodiritto tratta la questione delle liceità o meno
delle azioni".