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Baby di scorta, Flamigni:
non č una barbarie
BOLOGNA. "Non e' il primo caso in assoluto e poi non mi sembra che ci
siano dei problemi nč per quanto riguarda la salute del bambino che č nato,
nč per quella del suo fratellino". Carlo Flamigni (foto), ordinario di
ginecologia all'Universitā di Bologna, smorza i toni di una possibile
polemica a proposito della nascita in Gran Bretagna del bambino selezionato
geneticamente per poter donare le sue cellule staminali al fratellino, nella
speranza che questo possa rappresentare una possibilitā di salvezza dalla
rara malattia che lo affligge. "In questo caso il bambino č nato per
poter donare al fratello delle cellule staminali il cui prelievo non avrā
alcuna conseguenza negativa sulla sua salute. Sarebbe stato invece del tutto
diverso il discorso se il piccolo fosse stato selezionato per la donazione di
organi come per esempio i reni. In quel caso ci troveremmo di fronte ad una
scelta molto pių problematica". Del resto quella della selezione degli
embrioni pre-impianto č una tecnica ormai collaudata che si sta diffondendo
soprattutto per quanto riguarda la prevenzione dal rischio di trasmissione al
figlio di malformazioni di carattere genetico. "Ormai - dice Flamigni - esistono
almeno un centinaio di centri in tutto il mondo in cui si ricorre alla
selezione dell'embrione prima di impiantarlo nell'utero".
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