![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 29 MAGGIO 2003 |
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Il premio Nobel per la chimica Ilya
Prigogine è morto ieri all'età di 86 anni all'ospedale «Erasme» di Bruxelles.
Prigogine, di origine russa ma naturalizzato belga, aveva ricevuto il
prestigioso riconoscimento nel 1977 per il suo lavoro sulla termodinamica.
Docente a Bruxelles, Prigogine è stato anche professore all'Università
statunitense di Austin (Texas) e direttore dell'Istituto internazionale di
fisica e chimica fondato da Ernest Solvay. Negli ultimi anni aveva sviluppato
un interesse verso la «cosmochimica»: dopo aver insistito per molto tempo sui
processi irreversibili - di cui oggi tutti riconoscono l'importanza - la sua nuova
sfida era trovare le radici dell'irreversibilità nella cosmologia. Per far ciò
occorreva considerare un nuovo modello cosmologico, alla base del quale vi è
l'idea secondo cui lo spazio-tempo è un vuoto instabile che subisce una
transizione di fase irreversibile. Quella proposta da Prigogine è un genere di
cosmologia che mette in risalto l'irreversibilità e nella quale il vuoto
instabile - il «continuum» spazio-temporale - a causa di una transizione
irreversibile diventa materia attraverso la formazione intermedia di buchi
neri. In questo nuovo modello cosmologico, secondo Prigogine, si può formulare
una nuova dialettica tra il tempo e l'eternità. La creazione dell'universo
viene a coincidere con un'enorme esplosione di entropia, di tale entità che il
successivo incremento dell'entropia può essere considerato trascurabile - anche
se non lo è per l'uomo. Tra i suoi testi disponibili in italiano, oltre a «Le
leggi del caos» (Laterza), «La fine delle certezze» e «Termodinamica», editi da
Bollati Boringhieri.