[BIOETICA, ritorno alla morale laica
Flamigni:
«No alla legge in discussione, che fa della religione cattolica la norma»
L'intervista. Il celebre ginecologo ieri a Trento in un convegno a
Giurisprudenza
La legge sulla fecondazione assistita è una legge
«ingiusta, blindata e antifemminile, perché si fonda su un principio che tende
a trasformare la morale cattolica in norma». Si deve invece ritrovare una certa
laicità scientifica, per favorire il diritto alla vita. Per tutte le donne. Ne
è convinto il professor Carlo Flamigni, intervenuto ieri a Trento, al convegno
"Le problematiche etiche e giuridiche delle tecniche di inizio vita"
(al quale hanno partecipato il preside della facoltà di Giurisprudenza, Diego
Quaglioni, il professor Carlo Casonato, associato di diritto costituzionale
comparato dell'Università di Trento ed il dottor Paolo Barbacovi, presidente
dell'Ordine dei Medici di Trento).
Il dottor Flamigni è nato a Forlì, vive e
lavora a Bologna dove insegna ginecologia all'Università. Esperto di
Fisiopatologia della riproduzione, medico di fama internazionale, noto
soprattutto per la grande esperienza e i successi nel campo delle
"gravidanze assistite" (fecondazioni in vitro, donazioni di ovuli,
ecc.), è membro del Comitato Nazionale di Bioetica. A margine dei lavori del
convegno, il professore ha espresso chiaramente la sua posizione su una legge
già definita blindata, non facendo nemmeno mistero della sua posizione
favorevole riguardo alla clonazione.
Professore, la discussione sul facile ricorso alla procreazione artificiale
investe inanzitutto il secolare e fragile rapporto tra scienza e morale. Qual è
il compito della società per bilanciare le parti?
«Il compito della società è quello di controllare la produzione degli
scienziati, perché il loro lavoro è in favore della società stessa».
Il riferimento è a quella tendenza che vede spesso superare quei criteri
rigorosi che stavano alla base delle tecniche di fecondazione artificiale, come
l'intervento esclusivo su donne sterili. Ma allora, quale fisionomia ha, oggi,
questa scienza che si pone spesso come sussidio indispensabile all'inizio di
una vita?
«Esiste una scienza post accademica che non rispetta le regole, che non è
trasparente, disinteressata e comunista, nel senso che non opera per il bene
della comunità».
E' una critica a certa parte del mondo della scienza, che non opera
esclusivamente per favorire la vita, o Lei punta il dito contro le istituzioni?
«La mia è una critica alla politica, perché non assiste la scienza. Dal canto
loro, gli scienziati devono obbedire alle regole della norma societaria».
Se gli scienziati devono obbedire a delle regole, e mi pare che Lei non escluda
quelle morali, da dove si devono prendere queste ultime?
«Certamente non dalla religione, ma da una morale laica. La religione, infatti,
ha dei difetti che non le permettono assolutamente di diventare norma di
legge».
A che punto è la legge sulla fecondazione artificiale?
«Sta arrivando in Senato e sarà completata a metà giugno».
Come definirebbe i contenuti di questa legge?
«Brutali e antifemminili. Con questa legge si proibisce la donazione dei
gameti, si vieta il congelamento degli embrioni, con l'obbligo di non produrne
più di tre, si vieta il trattamento delle donne sole (non sposate) e si
proibisce la diagnosi genetica pre impiantatoria. Infine, questa legge non
riconosce alla sterilità lo statuto di malattia».
Oltre ad essere "un'offesa brutale" per le donne, quali saranno gli
effetti che questa legge avrà sull'Italia?
«Così facendo l'Italia uscirà dall'Europa, la dove cioè ci sono paesi che, di
fronte a questo tema sono più liberi, come ad esempio la Spagna».
Quali le conseguenze a livello mondiale?
«Si apriranno nuove vie per il turismo procreativo. In un contesto dove,
naturalmente, saranno le persone più abbienti ad avere un accesso più rapido
alla vita».
In pratica si cercherà all'estero quello che l'Italia non può dare, si
cercheranno Paesi dove le leggi non uccidono la vita. Ma che cosa si può fare
per bloccare l'iter parlamentare?
«L'ultima chance è un referendum».
Solo una considerazione, come già dichiarato dal professore, mai dimenticare
quelli che sono gli attori principali della fecondazione assistita: l'uomo e la
donna che si rivolgono alla scienza per trovare una soluzione ai loro problemi
di sterilità.
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