![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 22 MAGGIO 2003 |
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Professor Fishkin, in Europa si fa un gran parlare del rischio di populismo. La democrazia deliberativa può essere un antidoto?
La democrazia deliberativa
è pensata come un antidoto, o almeno un contributo, contro i rischi di
populismo. Che provengono da due
fronti: primo, il pubblico non è ben informato a proposito delle questioni su
cui viene consultato e, in secondo luogo, vi sono gruppi auto-selezionati e non
rappresentativi che cercano di parlare a nome di tutti gli interessati. Nei sondaggi deliberativi, al contrario, il
microcosmo dei cittadini ha l'occasione di divenire consapevole. E vediamo,
come risultato, che la loro opinione sui problemi politici tende a cambiare.
Inoltre, i campioni sono rappresentativi, dal momento che vengono
scientificamente selezionati.
Perché le democrazie contemporanee dovrebbero trarre beneficio dai sondaggi deliberativi?
Bisogna considerare due livelli: i singoli cittadini
e l'intero sistema politico. Per quanto
riguarda i singoli cittadini, tutti i principali Paesi hanno un elettorato che
non è ben informato sui dettagli delle politiche pubbliche. L'economista Anthony Downs definisce questo
problema «ignoranza razionale»: «Se il mio voto conta uno su milioni, perché
dovrei investire tempo e fatica per infomarmi?» Dal punto di vista della teoria
della democrazia vorremmo che i cittadini ideali fossero informati. Ma essi hanno pochi incentivi razionali
nella vasta scala degli Stati nazionali.
Con i sondaggi deliberativi, per ogni cittadino che partecipa
all'esperimento il calcolo cambia. Ogni
partecipante ha una voce su poche centinaia nell'intero esperimento e una su 15
nel suo piccolo gruppo di discussione.
E ciò che accade è seguito dalla tv o dai media. In questo modo motiviamo razionalmente i
cittadini a divenire informati e la loro opinione cambia. Non possiamo rendere informati tutti i
cittadini in una società, ma possiamo fare l'esperimento per un microcosmo
rappresentativo e poi trasmettere i risultati a tutti, ai policy makers e ai politici.
E al livello di sistema politico?
Assumendo
che si attribuisca valore alla democrazia e che la democrazia richieda un
contributo dal pubblico, perché non recepire un contributo informato e
rappresentativo, invece di uno disinformato e non rappresentativo, come quello
dei convenzionali sondaggi? Se le
decisioni sono importanti, può una democrazia permetterei di basarle su una
chiara mancanza di informazione o su una discussione che tralascia grandi
gruppi sociali?
Siete stati definiti neo-tocqueviliani.
Vi riconoscete in questa etichetta?
Sì,
è corretta sotto molti aspetti.
Tocqueville sottolineò l'usanza degli americani dei meeting e delle
giurie cittadine e come questo facesse sentire gli americani efficaci.
Tocqueville è diventato popolare più tardi anche per la sua influenza sul
lavoro di Robert Putnam (ispirato da studi italiani) su come possa essere
formato il "capitale sociale". I sondaggi deliberativi, riunendo
insieme persone provenienti da diverse strade per discutere i problemi comuni,
creano capitale sociale".
Schematizzando, è un approccio di
destra o di sinistra?
Le
nostre discussioni non usano categorie politiche convenzionali come destra o
sinistra. Creiamo situazioni in cui il
pubblico può localizzarsi sulla sostanza dei problemi politici: la sanità,
l'educazione, l'economia: le soluzioni cui giungono le perso ne, in genere
hanno alcuni elementi che piacciono alla destra e altri alla sinistra.
Su quali
temi e in quali processi decisionali è utile ricorrere alla democrazia deliberativa?
La democrazia deliberativa è particolarmente
utile in ogni circostanza in cui: 1) il pubblico non è già ben informato; 2) la
massa del pubblico deve prendere una decisione, come o referendum; 3)può avere
ottime informazioni, ma non è stato esposto agli opposti punti di vista su un argomento. La maggior parte dei problemi
politici rientra in una di queste categorie.
Conosce la situazione italiana? Come giudica la salute della nostra
democrazia? E di quella americana?
Non ho un'opinione specifica sulla salute della democrazia italiana. Credo che quella americana soffra di un elettorato male informato, disimpegnato e in un certo senso cinico. E a giudicare dai risultati dei sondaggi in molti Paesi vedo uno scenario analogo. Ho rilevato inoltre che le persone, quando gli si dà un'occasione, sono molto sagge. La democrazia deliberativa intende offrire loro quest'occasione.