![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 11 MAGGIO 2003 |
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Controindicate
le fragole al pesce
QUANTE vittime hanno fatto i parquet radioattivi costruiti con i legni di
alberi provenienti da Chernobyl? E le fragole con il gene della sogliola artica
che resistono al freddo ma intossicano? E quanti cadaveri sono stati trovati in
montagna, tra i boschi, con addosso una muta da sub, trasportati lì da aerei
antincendio che li avevano “succhiati" in qualche lago durante il
rifornimento d'acqua?
Ridete pure di queste frottole - perché di questo si tratta: la fragola al
pesce, ad esempio, non è mai stata fatta - ma quante leggende, quante storie
inventate e passate di bocca in bocca avete raccontato fidandovi della fonte
che ve le aveva raccontate?
La tecnologia e la scienza sono diventate le fonti privilegiate di queste
frottole, «perché — spiega il linguista Tullio De Mauro — siamo sempre più
immersi in una realtà artificiale. Abbiamo in casa polveri misteriose, come i
detersivi, di cui non sappiamo nulla, e poi scatole, elettrodomestici, antenne
satellitari. Dallo scarto tra la crescita esponenziale di queste esperienze di
realtà artificiale e il permanere della nostra ignoranza, nascono
approssimazioni e leggende». Insomma, ne manovriamo tanta, di scienza, ma ne
sappiamo sempre di meno.
Quindi ascoltiamo e propaghiamo quasi qualsiasi cosa, anche la più stravagante.
Qualche giorno fa, un quotidiano nazionale ha pubblicato la “notizia" di
un fantomatico Pianeta X che starebbe per collidere con la Terra, cambiandole i
connotati. La fonte? Un improbabile sito Internet. Uno dei tanti che creano ma
soprattutto riproducono all'infinito le storie più bizzarre, più o meno
verosimili, che hanno come sfondo le nuove tecnologie, la medicina, la scienza,
la bioetica.
Lorenzo Montali, psicologo e ricercatore del Cicap (il Centro per il controllo
delle affermazioni sul paranormale, creato da un gruppo di scienziati e
ricercatori come Tullio Regge, Margherita Hack, Piero Angela) andrà a metà
maggio il libreria con un testo (Leggende tecnologiche... e il gatto bonsai
mangiò la fragola pesce, Avverbi edizioni, 208 pagine, 10 euro) che
raccoglie decine di queste storie.
Viste tutte assieme fanno veramente impressione, perché sembra che un'ondata di
follia si sia abbattuta sull'umanità. Perché ci si accorge che le fandonie non
solo nascono, ma vengono tranquillamente riproposte senza che nessuno si
preoccupi minimamente della loro veridicità.
Il libro di Montali racconta da esempio come migliaia di persone abbia creduto
(al punto da far nascere un movimento di consumatori) alla leggenda secondo cui
un veterano del Vietnam, Tim Draper, avrebbe scoperto («soffiando casualmente
in un fischietto trovato nei cornflakes») la frequenza giusta per bloccare il
contascatti del telefono e telefonare gratis ovunque.
Ma decine di migliaia di mamme in tutto il mondo hanno trasmesso ad altre madri
la leggenda della crema solare che, venuta a contatto casualmente con gli occhi
dei bambini, li rende ciechi.
E chi non ricorda le tante varianti della storia nata durante il picco di
attenzione per l'Aids? Montali racconta di due che si incontrano, fanno sesso,
si separano e alla fine lei riceve una caffettiera con un biglietto: «Questo è
per tutte le notti solitarie che dovrai affrontare: benvenuta nel mondo
dell'Aids». Massimiliano Bucchi, sociologo della scienza, ricorda «la variante
con la scritta sullo specchio della camera da letto lasciata frettolosamente
dal partner occasionale».
«La scienza - aggiunge Bucchi - diventa retorica a prescindere dai contenuti.
Guardate come le pubblicità di dentifrici e cosmetici fa ricorso a grafici e
statistiche del tutto leggendarie. Funzionano non perché siano vere, ma perché
piacciono».
«Quando un argomento medico o scientifico produce leggende - spiega Bucchi - è
perché si è incarnato nel discorso pubblico. E' diventato cioè un argomento di
conversazione, di intrattenimento e l'importante non è più la verità del
messaggio, ma la possibilità di mantenere l'interazione con altre persone su
questi temi».
Quindi, non siamo diventati matti. Abbiamo solo introdotto questi temi nel
nostro rapporto con gli altri. E non possiamo fare a meno della narrazione,
della leggenda. A volte anche di quella che ci fa paura, come in altri tempi le
storie dei morti che ritornano o dei sogni divinatori. Succede così, ad
esempio, con quelle che Montali chiama le “leggende chimiche". Ci sono
tante storie assolutamente prive di fondamento: come quella della Coca Cola
capace di corrodere un chiodo lasciato a bagno nella bevanda per una notte. Una
“notizia" attribuita (falsamente) all'Istituto Nazionale dei Tumori di
Aviano, indica nell'E330 l'additivo più tossico esistente nei prodotti
alimentari confezionati. Solo che l'E330 è l'acido citrico, che in natura si
trova abbondante nel limone e in altri agrumi. Eppure la storia ha circolato
fino al punto in cui nel maggio 2000 un quotidiano di Napoli è riuscito a
intervistare un colonnello del 14° reggimento Alpini che aveva ricevuto “per
vie gerarchiche" il documento sull'E330 e, raccontava, «si raccomandava di
riprodurlo in fotocopia e di distribuirlo allo spaccio». E così è stato fatto
per decine di battaglioni.
Altre volte la leggenda nasce da una ignoranza mischiata al pressappochismo.
Enrico Bellone, storico della scienza e direttore del mensile Le Scienze,
ricorda che «un'indagine europea su migliaia di cittadini ha dimostrato che il
25% pensa che sia il Sole a girare attorno alla Terra. Un altro 25% ritiene che
sia il contrario, ma che la Terra impieghi solo un mese per fare il giro».
Bellone fa notare un paradosso: «Milioni di persone si curano con pratiche di
medicina alternativa assolutamente prive di base scientifica, e si tratta in
gran parte di laureati e benestanti. Nello stesso tempo il 75% dichiara di aver
fiducia nella scienza, e si tratta in genere di persone con un titolo di studio
basso. Sono i laureati a credere con maggior pervicacia alle leggende. Del
resto, che dobbiamo dire? Galileo si divertiva come un matto a fare gli
oroscopi facendosi pagare profumatamente dai benestanti dell'epoca».