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L'attualità di
Benedetto Croce può essere verificata in diversi modi e la giornata di
studi tenuta l’altro pomeriggio alla Società Letteraria di Verona ne ha
fornito un esempio. C'è un approccio concreto, quello editoriale, affrontato
in questa circostanza da Matteo Codignola della Adelphi, che ha definito
"sorprendente" l'accoglienza dei lettori alla riproposta di alcuni
testi realizzata da questa casa editrice alla fine degli anni Ottanta. I
numeri parlano da soli e, trattandosi di decine di migliaia di copie, quel
"sorprendente" appare giustificato. Anche perché sono le opere di
un filosofo considerato un "sopravvissuto" già negli ultimi anni
della sua esistenza, quando si andavano affermando orientamenti culturali
lontani e talora apertamente ostili ai suoi.
Ma l'attualità di un filosofo non si misura solo dai successi editoriali,
testimoniati per altro anche dalla edizione nazionale delle opere in cui è
impegnata la Casa Editrice Bibliopolis. Nella organizzazione di questa
giornata di studi, intitolata significativamente "Benedetto Croce
oggi", ha avuto un ruolo centrale la Ssis Veneto (la Scuola di
Specializzazione per l'Insegnamento Secondario). Non poteva mancare perciò
un'analisi degli aspetti pedagogici, illustrati dal professor Umberto
Margiotta, direttore della Scuola stessa.
Croce relega la pedagogia fra le "pseudoscienze", ma la sua è una
critica al positivismo, che l'aveva trasformata in un'arida precettistica.
Per comprendere la portata pedagogica del crocianesimo, si deve puntare
invece al cuore stesso di questa filosofia, all'incontro-scontro con Gentile
ed al problema della riforma della dialettica hegeliana. Qui si ritrovano
spunti importanti sul piano formativo, che trovano il loro fondamento nel
rapporto fra la concretezza dell'intuizione e l'universalità del concetto.
Chi intende insegnare ha dunque molto da imparare da Croce. Lo ha
sottolineato anche il professor Ernesto Guidorizzi, docente universitario e
vicedirettore della Scuola. In una relazione, appassionata e di ampio
respiro, ha ricordato infatti anche le lezioni del filosofo all'Istituto per
gli Studi Storici di Napoli. Ma il Croce maestro di pensiero e di vita va
ricercato soprattutto nello spirito da cui è animata tutta la sua opera.
Attraverso un sottile intreccio di rimandi a Goethe ed a Thomas Mann,
Guidorizzi ha messo in evidenza l'operosità ed il vigore di un impegno
intellettuale caratterizzato da una radicale contrapposizione al positivismo
e quindi da recupero della centralità, della libertà e della interiorità
dell'uomo.
Fedele ad un'impostazione aperta e problematica, laico, ma animato da un
afflato a suo modo religioso, e attento, soprattutto nell'ultima fase della
vita, al ruolo di quelle forze irrazionali che è compito della ragione
incanalare, Croce ha saputo esprimere la complessa profondità della sua
filosofia in forme espressive di grande nitidezza e di alto spessore
letterario, la cui armonia riflette una corrispondente chiarezza di pensiero
ed un ammirevole equilibrio interiore.
E proprio il tema di Croce come "grande uomo di lettere" è stato al
centro della relazione del professor Rolando Damiani, dell'Università di
Venezia. Prendendo spunto da un articolo di Piero Citati e da alcuni giudizi
di Renato Serra, egli ha disegnato il profilo di un "Croce non crociano".
Ha sottolineato infatti non solo la validità propriamente letteraria del suo
impegno di critico, ma anche la libertà, rispetto alle sistemazioni
concettuali, di certe sue prese di posizione. Nel contatto diretto con i
testi, egli rivela infatti il gusto provocatorio dell'andare controcorrente,
l'affidarsi in modo quasi impressionistico all'emozione ed altri
atteggiamenti tipici del letterato. È stato dunque anche un grande scrittore,
pienamente e consapevolmente inserito nella tradizione letteraria italiana.
Un uomo, un pensatore, un letterato, in conclusione, vivo e vitale. Lo ha
testimoniato anche l'andamento di questa giornata di studio, animata da una
partecipazione numerosa ed intensamente interessata, evento tanto
rimarchevole quanto raro in circostanze di questo genere.
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