![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 19 FEBBRAIO 2003 |
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Il
"decennio del cervello" si è chiuso con gli anni 90, ma questo prezioso
organo, sede di ciò che più o meno confusamente chiamiamo mente, coscienza, non
ha smesso di suscitare l'interesse di ampi settori della ricerca scientifica. Proprio in questi giorni è in edicola il
primo numero di «mente & cervello», rivista bimestrale di «psicologia e
neuroscienze», diretta da Enrico Bellone, che tratta con chiarezza e rigore
temi che, interessano strati sempre più ampi della popolazione: che cos'è la
coscienza? Come funzionano le
emozioni? Si può curare
l'Alzheimer? In che senso possiamo
parlare di Intelligenza Artificiale? Si
può riparare il cervello? Che cosa si prova a essere «autistici»? Che cos'è
l'intelligenza? E la creatività? Che cosa fa il cervello mentre guidiamo
l'automobile?
Un
elenco che mescola domande di generi diversi.
Alcune riguardano direttamente la scienza. Una scienza che certamente diventerà sempre più "utile"
visto il progressivo invecchiamento della popolazione e la conseguente crescita
delle patologie neurologiche. Altre
affondano le loro radici nella più antica tradizione filosofica. Ma le risposte alle prime spesso si
intrecciano con quelle delle seconde, e viceversa. Scienza e filosofia, in questo come in altri campi non possono
ignorarsi vicendevolmente, e una Introduzione
alla filosofia della mente come quella scritta da Alfredo Paternoster
mostra quanto sia ineludibile questo connubio.
Nella storia di questo sempre più consolidato ambito disciplinare è capitato
che interi programni di ricerca scientifici non reggessero a ben congegnate
argomentazioni filosofiche e, viceversa, che nuove scoperte negli studi sul
cervello o sulla psicologia umana e animale facessero sorgere dubbi da mettere
in crisi i presupposti di secolari tradizioni filosofiche. Basti pensare al dualismo mente-corpo di
cartesiana memoria, oggi divenuto una posizione minoritaria, mentre a
disputarsi il campo sono una varietà di teorie "materialistiche" più
o meno "riduzionistiche".
E,
tra queste, si pensi alle,vicende del "funzionalismo", una delle
teorie più influenti nella storia delle scienze cognitive e dell'intelligenza
artificiale che è stata criticata proprio da colui che l'aveva inaugurata, il
filosofo della scienza Hilary Putnam (che, insieme a pensatori come Paul
Churchland, Daniel Dennett, Jerry Fodor, Donald Davidson, per fare solo i nomi
più famosi, è la prova vivente di come la filosofia svolga un ruolo «accanto e
dentro la scienza»).
Come
può un sistema fisico, il cervello, dare luogo a stati non fisici quali sono
pensieri, percezioni. e sensazioni?
Come è possibile che un evento mentale causi un evento fisico? Si possono spiegare compiutamente i fenomeni
mentali all'interno delle scienze della natura? Le macchine possono pensare?
Queste sono le domande di fondo dell'ultimissima ricostruzione di Paternoster,
che prende le mosse dalla problematicità stessa dell'esistenza della mente. Esiste qualche cosa di unitario che davvero
tiene insieme tutti i fenomeni mentali?
Ci sono teorie, assai interessanti, che lo negano. E altrettanto problematica è la possibilità
di rendere conto dell'esperienza in prima persona (che cosa si prova a essere
qualcuno?), o in generale dell'intenzionalità o della natura delle
presentazioni mentali.
Le
teorie vengono presentate in quanto esemplificazioni di problemi, entro una ripartizione
in tre sezioni su mente e corpo (o metafisica della mente), mente e mondo (come
la mente si rapporta al mondo esterno) e mente-mente (le diverse ipotesi
sull'architettura e il funzionamento della mente e della coscienza).
Che
cos'è dunque la mente? Il volume, ricco
di informazioni e di strumenti, si rivela un invito al fai da te
filosofico. Il lettore viene condotto
in un viaggio impegnativo ma assai ripagante tra problemi, schemi,
argomentazioni e contro argomentazioni.
Il premio è la capacità di formulare in proprio quegli stessi problemi,
di elaborare possibili soluzioni vagliandone criticamente le conseguenze, alla
luce delle più recenti scoperte scientifiche.
Un'idea di mente, dunque, costruitevela da voi. Per ora non ci sono teorie vincenti o
risposte definitive a quelle domande.
Ma questo non dovrebbe stupire più di tanto chi non ha perso il gusto di
fare filosofia.
Alfredo Paternoster, «Introduzione alla
filosofia della mente», Laterza, Roma-Bari RM, pagg. 222, € 15,00.