![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 14 FEBBRAIO 2003 |
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SIAMO troppi. Non un po’
troppi, ma proprio troppi bipedi inquinanti sulla Terra, al punto che ormai
nessuno sa più dove metter mano per scongiurare il suicidio di un’umanità che
fra meno di mezzo secolo sarà composta da otto miliardi di persone per lo più
povere, affamate e imbufalite col resto del mondo. Che fare? Per il momento
beatamente continuiamo a procreare e a figliare, per dimostrarci virili o per
avere braccia che coltivino. Nemmeno una grande guerra planetaria riuscirebbe a
fare “pulizia" in modo efferato ma drastico, perché dopo ogni guerra
arriva un baby boom.
Si intitola La Terra scoppia - Sovrappopolazione e sviluppo il saggio
(236 pagine, 16 euro) pubblicato con Rizzoli da Giovanni Sartori, politologo,
editorialista del Corriere della Sera, a quattro mani con Gianni Mazzoleni.
Già responsabile delle pagine economiche del Resto del Carlino,
romagnolo timidamente burbero, ha curato i sette saggi più prettamente di
carattere economico del libro che - c’è da scommetterci - sarà messo alla forca
da destra codina, confessionale e non, che inorridisce alla locuzione “controllo
delle nascite".
I due vecchietti terribili - sono uno sugli ottanta e l’altro sui settanta - si
incontrano mesi fa su un’idea comune: sporchiamo e consumiamo troppo. La Terra
sa rigenerarsi, ma a ritmi naturali, l’uomo è dannatamente più veloce a distruggere.
La sovrappopolazione è la causa prima, tuonano, e fanno un gran rumore, visto
che sul problema i più mettono la sordina, sostenendo che si risolve con lo
sviluppo. Quale sviluppo, però? Se sviluppo significa meno figli, al Terzo
Mondo occorrono anche strumenti come la pillola, come i profilattici, e in
fretta. Dove arriveremo, infatti? La popolazione mondiale è aumentata di 3,75
volte nel Novecento; nella striscia di Gaza ci sono 7,5 figli per ogni donna;
si è calcolato che se ogni cinese consumasse la stessa benzina di un americano,
non basterebbero tutti i giacimenti petroliferi del mondo. L’85 per cento dei
cinesi usa comunque metodi contraccettivi, mentre il Sudamerica e il mondo
musulmano continuano a moltiplicarsi.
Neomalthusianesimo? I due studiosi attribuiscono a Thomas Malthus meriti di
preveggenza datati 250 anni fa e fanno un salto nel mondo contemporaneo per
dimostrarne l’attualità. Lester Thurow, economista americano di enorme fama,
sostiene che portare un figlio all’età in cui produrrà reddito costa nel mondo
progredito un quarto di milione di dollari. Chi fa più figli, allora? I poveri,
naturalmente. Asia e Africa insieme avevano infatti quattro miliardi e mezzo di
abitanti nel 2000, ma fra cinquant’anni supereranno i sette miliardi, secondo
proiezioni dell’Onu. Thurow conclude apocalittico: «Chi nasce in un Paese
povero con forte aumento della popolazione morirà in un Paese povero.»