RASSEGNA STAMPA

12 FEBBRAIO 2003
SERENA ZOLI
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Come mai un politologo di punta qual è Giovanni ...

Come mai un politologo di punta qual è Giovanni Sartori scrive, si occupa e si infiamma per la salute, anzi per le malattie, del pianeta Terra? La domanda veniva già spontanea trovando sul Corriere suoi fondi "ambientalisti" alternati ai più numerosi (ma non più battaglieri) dedicati alla politica, ma ora ecco che l’autore di volumi sull’ingegneria costituzionale e sul pensiero crociano esce addirittura con un libro sull’argomento: La Terra scoppia. Lo firma con lui il giornalista Gianni Mazzoleni, autore degli «Approfondimenti» della seconda parte, mentre Sartori ha tenuto per sé il settore «Spunti». Il termine potrebbe suggerire l’immagine di idee abbozzate, di dati approssimativi, di un interesse hobbystico. Il che non è. Fittissime di dati e controdati, le pagine rivelano un esperto informato e sottile quanto il politologo. Il "segreto", per molti italiani, è che Sartori non ha solo insegnato Filosofia e poi Scienze politiche in Italia e alla Stanford University, ma dal 1979 è stato docente di Scienze umane alla Columbia University, e la materia comprende l’approfondimento di molte discipline, di solito tenute separate dalle specializzazioni.
Questa premessa era dovuta per documentare la credibilità del Sartori ambientalista e delle sue teorie. Anzi, meglio dire la sua teoria: il nemico da battere è la sovrappopolazione. Questo l’argomento di punta. Certo, sono gravi concause il consumismo e la tecnologia inquinanti. Ma con la limpida chiarezza che gli è propria, Giovanni Sartori sottolinea fortemente il principio delle priorità: e in testa ci sta la crescita esponenziale della popolazione. Argomento, dice e scrive, divenuto tabù. L’Onu, la Fao, i vari congressi mondiali da anni non ne parlano mai. Ne è causa, dice e scrive, il potere di veto della Chiesa cattolica di papa Wojtyla, che «dispone di voti strategici negli Stati Uniti e all’Onu». Ed è contraria alla contraccezione.
Un rapporto Onu uscito giorni fa potrebbe consolare lo studioso: cala il tasso di natalità, nel 2050 saremo 8 miliardi anziché i previsti e temuti 9-10 o anche 11. Ma il professor Sartori ribatte: «Siamo già troppi oggi, in 6 miliardi, e stiamo compiendo danni irreversibili come l’erosione del top soil , quei due centimetri di copertura fertile del suolo che si riforma in mille anni. Quando si arriverà ai "soltanto" 8 miliardi la Terra sarà già irreversibilmente disastrata. Dobbiamo retrocedere dai 6 miliardi, altro che salire di altri 2 miliardi».
I tassi di natalità calano quando la donna arriva all’istruzione, spiega lo studioso. «Ma se è peccato ora fare o propagandare la contraccezione, sarà peccato anche dopo, no? Allora perché - peccato oggi, peccato sempre - aspettare il lento calo "naturale" e non procedere ora, nell’insieme degli aiuti al Terzo Mondo? Inoltre: grande strepito per i costi troppo alti per i paesi poveri dei farmaci anti-Aids i quali non curano, ma soltanto rallentano la malattia. E non si grida allo scandalo, invece, per il fatto che non viene propagandato e distribuito il preservativo, che è l’unico vero rimedio contro il morbo?».
Altre e sempre documentate e taglienti sono le idee controcorrente esposte da Sartori nel libro, che in parte raccoglie i suoi articoli. Ma anziché sapiens sapiens l’ homo che spesso si vede di fronte è stupidus stupidus .

 

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