RASSEGNA STAMPA

4 FEBBRAIO 2003
editoriale
[VOLTAIRE, IL TOLLERANTE
Feltrinelli conclude la traduzione dei "racconti filosofici". Così...


VOLTAIRE
Pot pourri
Feltrinelli, euro 9,00

Con questo volume Lorenzo Bianchi conclude la traduzione e cura di opere di Voltaire per "I Classici" Feltrinelli, di cui sono già apparsi Zadig e altri racconti filosofici (1994), Trattato sulla tolleranza (1995), L'Ingenuo. L'uomo dai quaranta scudi (1998), La principessa di Babilonia. Le lettere di Amabed (2000).
Questi tredici racconti che completano l'insieme dei "contes philosophiques", offrono un distillato della narrazione voltairiana sospesa tra divertimento e apologo, fantasia e ragione.

Intervista a Lorenzo Bianchi, curatore dell'opera

Qual è il filo conduttore di questo piano di pubblicazione, quali sono gli elementi qualificanti delle opere così raccolte?
Questi cinque volumi di opere di Voltaire, pubblicati in un arco cronologico di quasi un decennio (dal 1994 al 2003), rappresentano uno sforzo considerevole, anche dal punto di vista editoriale, per riproporre e rimettere in circolazione scritti che non sempre hanno ricevuto in Italia una adeguata considerazione. Si deve a Gian Piero Brega l'idea di pubblicare una nuova edizione dei racconti filosofici di Voltaire presso "I Classici" Feltrinelli, nell'intento di offrire ai lettori questi testi singolari ma spesso misconosciuti. I "contes philosophiques" rappresentano infatti più che un preciso genere letterario dei "divertissements", dove dietro la spontaneità e l'immediatezza narrativa, che sono il loro segno distintivo, si cela la polemica filosofica e la critica religiosa. Voltaire censura ogni dogmatismo filosofico e ogni atteggiamento fanatico o superstizioso in nome di una nuova e più ampia idea di tolleranza. Per questo si è pensato di affiancare ai racconti filosofici un'opera come il Trattato sulla tolleranza, testo centrale per la polemica civile e religiosa di Voltaire e insieme esempio massimo della letteratura del XVIII secolo e vero e proprio "manifesto" dell'età dei Lumi. Se la "vis" critica risulta allora momento unificante della diversificata produzione di Voltaire, una serie di temi, come quello della tolleranza, si impongono come centrali e costanti. Così un racconto come Pot-pourri (1765), pubblicato due anni dopo il Trattato sulla tolleranza, può venire letto come una variazione su questo stesso argomento, condotta con l'audacia e la libertà di chi sa, nella finzione narrativa, di potere rinunciare agli equilibri e alle cautele a cui aveva sottoposto uno scritto più "pubblico" e ufficiale come quello del 1763.
Di recente si è parlato molto dell'attualità del pensiero illuminista. Quale pensa sia l'eredità principale lasciataci dai philosophes in generale e da Voltaire in particolare?
I dibattiti recenti sull'attualità del pensiero illuminista rimandano necessariamente al nesso Illuminismo-modernità e all'eredità che l'Illuminismo ha lasciato al XXI secolo. Idee come quelle di ragione, libertà, tolleranza o cosmopolitismo sono state oggetto di attenta analisi da parte dei philosophes e dei maggiori pensatori del XVIII secolo. In questa prospettiva alcuni dei grandi temi sollevati dai philosophes e da Voltaire sono indiscutibilmente alla base della nostra civiltà giuridica e politica. La lotta incessante di Voltaire per la libertà di pensiero e di espressione, la condanna di ogni fanatismo e intolleranza, la polemica contro il dogmatismo filosofico o religioso e la difesa di una ragione mobile e non sistematica sono temi ancora vivi e presenti nel nostro dibattito culturale. Anzi, tali idee sembrano ritrovare una loro drammatica attualità in questo inizio di millennio che pare segnato da rinnovati conflitti etnici e religiosi e dall'insorgere di nuovi integralismi. In tale prospettiva l'idea di tolleranza si configura come il lascito più importante che Voltaire ha affidato al suo secolo e con il quale anche il nostro, oggi, è costretto a confrontarsi.
Quale insegnamento si può trarre dalla lettura di queste opere voltairiane? Lei ne consiglierebbe la lettura a scuola?
Se ai suoi tempi Voltaire fu ammirato soprattutto per la sua poesia epica e tragica, oggi viene apprezzato principalmente per i suoi scritti polemici, per le opere storiche o politiche e per i racconti filosofici. Questi ultimi non solo sono di piacevole lettura e capaci di coinvolgere e interessare uno studente liceale o universitario, ma permettono anche un approccio immediato e diretto con la cultura del XVIII secolo. I racconti voltairiani nell'affrontare le dispute teoriche e religiose della loro epoca delineano una filosofia come attitudine essenzialmente critica, dove il confronto con le grandi questioni della tradizione avviene nel nome di una ragione empirica e in una prospettiva contraria a ogni istanza metafisica. Voltaire, che è lontanissimo da qualsiasi filosofia "oracolare", si batte in favore di un pensiero concreto e razionale, capace di offrire indicazioni pratiche in direzione di un perfezionamento morale e civile realizzabile grazie alla nuova scienza, alla libertà di pensiero e alla tolleranza religiosa. Inoltre il procedimento narrativo scelto, legato al racconto e all'avventura romanzesca, colloca questi testi in una dimensione unica, dove fantasia e ragione trovano un loro affascinante equilibrio. I racconti di Voltaire possono rivelarsi ad un giovane lettore come una vera e propria scoperta, un viaggio fantastico in un universo lontano e straordinario che è comunque capace di comunicare con il mondo di oggi.
La leggibilità ancor oggi dei racconti voltairiani deriva anche dallo stile. Come lo descriverebbe?
Sotto un'apparente facilità e immediatezza e a dispetto della loro indubbia spontaneità, i racconti filosofici non sono composizioni improvvisate, come testimonia la loro travagliata redazione, che poteva protrarsi anche per mesi. Svaghi filosofici composti anche per divertire e piacere, i racconti sono scritti con uno stile brillante e lucido, acuto e ironico. Se la scrittura di Voltaire può apparire semplice e diretta, essa in realtà è frutto di un esercizio compositivo estremamente attento e controllato.
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vedi anche
Storia della filosofia