RASSEGNA STAMPA

29 DICEMBRE 2002
editoriale
IL PERICOLO DI UNA GRANDE TRUFFA

Preoccupazione e diffidenza dalla comunità scientifica

Inquietante sviluppo scientifico o grande truffa? Al Roslin Institute, il laboratorio scozzese dove nel 1997 è stata creata la pecora Dolly, l'annuncio choc della nascita di Eva presunta prima bimba clonata, ha suscitato preoccupazione, ma anche molta diffidenza. Il dottor Harry Griffin – direttore del centro dove fu messa a punto la tecnica di clonazione con il trasferimento del nucleo di una cellula adulta in un ovocita privato di quello originario – per ora preferisce pensare che si tratti solo di una mossa propagandistica. «Prima di pronunciarsi, la comunità scientifica deve poter esaminare prove convincenti su quello che è stato fatto e sulla percentuale di successo. Al momento sembra trattarsi solo di una mossa propagandistica», ha affermato lo scienziato britannico. Griffin, fermamente contrario alla clonazione di esseri umani, ha anche sottolineato che tutti gli scienziati che lavorano alla clonazione di animali – mucche, pecore, maiali,topi, capre – hanno riscontrato un'alta incidenza di aborti e di decessi dopo la nascita, oltre che di difetti genetici e di altri problemi di salute. La stessa pecora Dolly a cinque anni risulta molto più vecchia delle sue coetanee e soffre di artrite alla zampa posteriore sinistra. Da tempo il suo creatore, l'embriologo scozzese Ian Wilmut, ha messo in guardia sui pericoli della clonazione. Lo scienziato ha fatto una ricerca su tutte le creature clonate dopo Dolly in giro per il mondo ed ha scoperto un quadro allarmante che avrebbe dovuto scoraggiare qualsiasi tentativo di clonare esseri umani. «I problemi che presentano i cloni sono così generalizzati che c'è da chiedersi se ne esista uno interamente normale. Nessuno dovrebbe neppure provare a clonare un bambino», aveva detto tempo fa Wilmut, che nel suo catalogo degli orrori ha registrato pecore e mucche afflitte da gigantismo, problemi polmonari e disfunzioni del sistema immunitario; topi con placente quattro volte più grandi del normale ed altri che, pur mangiando una quantità normale di cibo, ingrassano a dismisura; maiali con difetti cardiaci e polmonari. «Ci sono abbondanti prove che la clonazione può andare e va male e non c'è motivo di credere che gli stessi problemi non si presentino clonando l'uomo», aveva detto Wilmut. Come Griffin, anche altri scienziati britannici sono molto scettici sull'annuncio fatto ieri dall'istituto di ricerca Clonaid. Il dott. David Giachardi, capo esecutivo dell'ordine dei chimici, ha fatto un paragone con la fusione a freddo che nel 1990 due scienziati sostennero di aver realizzato, ma che non furono mai in grado di provare e ripetere. «Noi non sappiamo se quello che è stato detto ieri sia vero. Secondo me, è poco plausibile. Comunque nessuno scienziato rispettabile va in televisione a fare annunci», ha commentato Giachardi.
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