IL PERICOLO DI UNA GRANDE
TRUFFA
Preoccupazione e diffidenza dalla comunità scientifica
Inquietante sviluppo scientifico o grande truffa? Al Roslin Institute, il
laboratorio scozzese dove nel 1997 è stata creata la pecora Dolly, l'annuncio
choc della nascita di Eva presunta prima bimba clonata, ha suscitato
preoccupazione, ma anche molta diffidenza. Il dottor Harry Griffin – direttore
del centro dove fu messa a punto la tecnica di clonazione con il trasferimento
del nucleo di una cellula adulta in un ovocita privato di quello originario –
per ora preferisce pensare che si tratti solo di una mossa propagandistica.
«Prima di pronunciarsi, la comunità scientifica deve poter esaminare prove
convincenti su quello che è stato fatto e sulla percentuale di successo. Al
momento sembra trattarsi solo di una mossa propagandistica», ha affermato lo
scienziato britannico. Griffin, fermamente contrario alla clonazione di esseri
umani, ha anche sottolineato che tutti gli scienziati che lavorano alla
clonazione di animali – mucche, pecore, maiali,topi, capre – hanno riscontrato
un'alta incidenza di aborti e di decessi dopo la nascita, oltre che di difetti
genetici e di altri problemi di salute. La stessa pecora Dolly a cinque anni
risulta molto più vecchia delle sue coetanee e soffre di artrite alla zampa
posteriore sinistra. Da tempo il suo creatore, l'embriologo scozzese Ian
Wilmut, ha messo in guardia sui pericoli della clonazione. Lo scienziato ha
fatto una ricerca su tutte le creature clonate dopo Dolly in giro per il mondo
ed ha scoperto un quadro allarmante che avrebbe dovuto scoraggiare qualsiasi
tentativo di clonare esseri umani. «I problemi che presentano i cloni sono così
generalizzati che c'è da chiedersi se ne esista uno interamente normale.
Nessuno dovrebbe neppure provare a clonare un bambino», aveva detto tempo fa
Wilmut, che nel suo catalogo degli orrori ha registrato pecore e mucche afflitte
da gigantismo, problemi polmonari e disfunzioni del sistema immunitario; topi
con placente quattro volte più grandi del normale ed altri che, pur mangiando
una quantità normale di cibo, ingrassano a dismisura; maiali con difetti
cardiaci e polmonari. «Ci sono abbondanti prove che la clonazione può andare e
va male e non c'è motivo di credere che gli stessi problemi non si presentino
clonando l'uomo», aveva detto Wilmut. Come Griffin, anche altri scienziati
britannici sono molto scettici sull'annuncio fatto ieri dall'istituto di
ricerca Clonaid. Il dott. David Giachardi, capo esecutivo dell'ordine dei
chimici, ha fatto un paragone con la fusione a freddo che nel 1990 due
scienziati sostennero di aver realizzato, ma che non furono mai in grado di provare
e ripetere. «Noi non sappiamo se quello che è stato detto ieri sia vero.
Secondo me, è poco plausibile. Comunque nessuno scienziato rispettabile va in
televisione a fare annunci», ha commentato Giachardi. |