RASSEGNA STAMPA

28 DICEMBRE 2002
CLAUDIO BARTOCCI
Studia la matematica

Si racconta (non so con quale fondamento di verità) che il grande antropologo polacco Bronislaw Malinowski seguisse un metodo abbastanza singolare per valutare l'interesse di un nuovo volume fresco di stampa. Scorreva rapidamente l'indice dei nomi: se il proprio vi era incluso, allora il volume poteva essere degno di un esame ulteriore. In caso contrario, procedeva senza indugio a riporlo nello scaffale, tra i libri, ça va sans dire, di argomento non antropologico. A voler giudicare dalla lettura dell'indice dei nomi - una lettura, riteniamo, sempre sommamente istruttiva - quest'ultima fatica di Piergiorgio Odifreddi, La repubblica dei numeri, non si saprebbe proprio in quale scaffale catalogarlo, e chi vi cercasse il proprio nome potrebbe avere la sorpresa, gradita o sgradita, di scoprirlo in stretta prossimità di altri al suo assai poco pertinenti. Alcuni esempi, scelti più o meno caso: Massimo D'Alema segue Niccolò Cusano, Renato Dulbecco sta fra Marcel Duchamp e Isadora Duncan, Berlusconi fra Enrico Berlinguer e Jacob Bernoulli (grande matematico svizzero della seconda metà del Seicento), Henry Kissinger precede Paul Klee, Arafat si accompagna ad Archimede. Eppure, a dispetto delle apparenze, l'elemento unificante di questo libro, che raccoglie articoli su quotidiani, scritti autobiografici e di attualità, interventi polemici, non è difficile da individuare. È la matematica. Odifreddi, autorevole logico matematico, autore non solo dei libri che lo hanno reso noto al grande pubblico ma anche di due ponderosi tomi sulla teoria della ricorsività, si dichiara infatti convinto, d'accordo con il Platone della Repubblica, che "la matematica è l'unico vero sapere che ci accomuna tutti storicamente e geograficamente, oltre che il miglior modello che abbiamo di razionalità e, dunque, di tolleranza". Lungi dall'essere un polveroso repertorio di conoscenze esoteriche, la matematica - intesa più come attività di pensiero che come disciplina - diventa pertanto uno strumento privilegiato, estremamente flessibile, per confrontarsi con la complessità del mondo reale, portando il rigore del ragionamento nelle faccende della vita quotidiana e sgretolando molti dei luoghi comuni che affliggono la nostra esistenza. Dalla politica alla religione, dai temi di attualità spicciola alle vicende della storia contemporanea, Odifreddi, "loico laico" come egli stesso ama definirsi, non esita a porre domande che molti giudicano impertinenti, ma sono invece serie e sensate, e a trarre conclusioni che riescono a dimostrare spesso (non sempre) che il re è nudo. Si potrà magari dissentire da certe prese di posizione, si potrà magari ritenere troppo rigida l'equazione scienza uguale razionalità, certo è che le analisi raccolte in questo libro portano una ventata d'aria fresca in un'atmosfera intellettuale, quella italiana, che appare piuttosto stagnante. Le irriverenti scorribande di Odifreddi, oltre a costituire una convincente dimostrazione della centralità del sapere matematico nella cultura del nostro tempo, ci ricordano molto opportunamente che "ragionare dobbiamo, e spesso".
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vedi anche
Il pensiero matematico