![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 28 DICEMBRE 2002 |
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Monsignor Sgreccia: è l´ora di imporre una serie di proibizioni
perché si tronchi questa voglia di fare una bomba atomica biologica"
Monsignor
Elio Sgreccia, direttore del dipartimento di Bioetica dell´università
Cattolica, è preoccupato: troppi annunci di clonazioni umane
"compiute" corrono il rischio di provocare assuefazione nell´opinione
pubblica. Il suo suggerimento è chiaro: conseguenze penali per chi cerca di
fare "l´atomica in biologia".
Che cosa
pensa di questo annuncio?
"Non so
quanto ci sia di veritiero, questi annunci devono essere pubblicati da riviste
od organi scientifici. In questi tempi registro una specie di delirio, diciamo
di corsa all´annuncio strepitoso, di chi è primo ad arrivare, di chi è più
bravo nella manipolazione che risulta la più choccante. Questo è sempre
pericoloso, anche quando non fosse vero. Perchè addomestica il pubblico ad
aspettarsi di tutto e presenta una scienza che va a coprire la fantascienza
piuttosto che a curare le malattie".
Al momento
però non c´è nulla di concreto...
"Sono
preoccupato in ogni caso, mi sembra comunque un atteggiamento che deve essere
represso. E a questo punto, dal momento che c´è una presa di posizione
universale almeno per quanto riguarda la clonazione riproduttiva (la Chiesa e
parte dell´opinione pubblica sono contrarie anche a quella terapeutica che
risulta sempre più inutile e comunque immorale) è ora di passare alle
proibizioni di fatto. È ora anche di dare delle proibizioni penali perchè si
tronchi questa voglia di fare la bomba atomica in biologia. Abbiamo ben altro a
cui pensare per il bene dell´umanità e di tante persone affette da malattie non
ancora domate".
Ci sono già
Paesi che intendono proibire legalmente, con conseguenze penali, questo genere
di avventure...
"Nella
nostra legge sulla procreazione artificiale, che giace al Senato, esistono la
proibizione e la pena. La Germania e alcuni Paesi che hanno fatto una legge
sulla procreazione artificiale escludono sempre la clonazione. Penso che
bisogna rendere esecutiva questa linea e se è necessario anche a livello
ministeriale. In Italia c´è già una proibizione del ministro Bindi che riguarda
anche la procreazione animale, quindi c´è una presa di posizione abbastanza
energica. Bisogna però evitare che ci sia qualche zona nel mondo aperta a
fantasie pericolose".
Allude agli
Stati Uniti?
"Il
presidente Bush è contrario alla clonazione non solo riproduttiva, ma anche
terapeutica. Però si sa qual´è la situazione negli Stati Uniti: quello che il
governo proibisce, le ditte private, nella cosiddetta libertà di ricerca, molte
volte lo fanno. C´è una distonia tra potere centrale e il privato".
Una zona
d´ombra...
"C´è
una zona d´ombra in cui si può impunemente tentare, quando non ci sia una legge
esplicita".
Parlava
della clonazione terapeutica...
"È
pensata per ottenere cellule per presunte terapie che oggi possono essere
ottenute in altri modi. Per esempio con le cellule staminali adulte che si
rivelano capaci di terapia, anzi più duttili e migliori. Anche gli ultimi
articoli delle riviste scientifiche confermano questa strada. In Italia questa
è la strada seguita dal ministero".
In realtà,
se sia possibile una clonazione, lo sappiamo?
"Dopo
Dolly tutto si immagina possibile. Ma in quel caso ci sono voluti centinaia di
esperimenti prima di arrivare a uno riuscito. Un mattatoio di embrioni, prima
di avere un successo. E non sappiamo con quale tecnica, con quale tipologia. Al
di là di questo mi sembra grave che si giochi allo scoop, a choccare la gente,
a vulnerare la stessa serietà della scienza. È un addomesticare le coscienze,
gridando: la scienza andrà avanti, qualunque cosa voi diciate. Bisogna farla
finita perchè potrebbe succedere la stessa cosa con l´atomica della Corea, se
si segue la strada di fare la cosa più choccante o più minacciosa".
Naturalmente
da un punto di vista etico la clonazione è condannabile...
"Non c´è neanche bisogno di discuterne, sia da un punto di vista religioso che di ragione umana, di etica naturale. Non so questa setta a quale ispirazione si rifaccia, ma le sette sono sempre pericolose".