RASSEGNA STAMPA

28 DICEMBRE 2002
PIERO BIANUCCI
I RISCHI E LE PROMESSE DELLA SPERIMENTAZIONE

Eva è davvero una bambina clonata, una fotocopia di sua madre? Sono in pochi a crederci. Mentre tutti sono scandalizzati all´idea che si possa giocare con la persona umana. Lo scetticismo è più che giustificato. Per clonare la pecora Dolly, Ian Wilmut dovette fare 276 tentativi. Clonare un essere umano è ancora più difficile, e il rischio altissimo: malformazioni, carenze immunitarie, invecchiamento precoce, sconquassi psicologici. Tuttavia l´impresa non è impossibile in linea di principio. Il confine tra ciò che tecnicamente si può fare e ciò che moralmente è lecito fare deve tracciarlo l´etica, e di conseguenza le leggi. Ma a quale etica, a quali leggi farà riferimento una setta che si ritiene in contatto con extraterrestri e che persegue l´immortalità attraverso la clonazione? Nei prossimi giorni capiremo che cosa c´è di vero in questa storia. Se si accerterà che è una bufala, meglio. Se dovesse arrivare una conferma, l´orrore che susciterà dovrebbe finalmente portare a leggi e sanzioni severe, assunte concordemente in ogni paese del pianeta. Invece oggi ci troviamo di fronte ad un vuoto di regole. Tutti i veri scienziati, ovviamente, condannano la clonazione umana. Ma i folli esistono, e negli Stati Uniti mancano norme precise, la proibizione assoluta riguarda soltanto gli istituti finanziati con denaro pubblico. Comunque vadano le cose, un danno è già fatto: nella testa della gente aumenta la confusione su che cosa sia la clonazione e sull´autentico significato delle ricerche serie oggi avviate in questo campo. Cerchiamo dunque di attenuare il danno ricordando che esistono diverse applicazioni della clonazione, alcune delle quali promettono di curare malattie oggi fatali. Clonare significa produrre una copia identica di un dato materiale biologico: può essere la copia di una cellula o di un suo gene, ma anche la copia di un individuo completo, come nel caso della pecora Dolly. La clonazione è un processo normale in natura: i gemelli omozigoti ne sono un esempio, e ogni volta che trapiantiamo il rametto di un albero facciamo un clone. Clonazione di individui completi. I primi esperimenti furono fatti su rane cinquant´anni fa. Nel 1997 Ian Wilmut per la prima volta, con la pecora Dolly, clonò un mammifero. L´obiettivo era creare una linea riproduttiva perfettamente controllata. L´esito è controverso. Dolly ha mostrato segni di invecchiamento precoce e il metodo registra ancora una enorme quantità di insuccessi. Quanto alla clonazione umana, aldilà della sua mostruosità, va detto che, se anche per assurdo qualcuno la realizzasse, non porterebbe a una copia perfetta dell´individuo da cui è stato estratto il patrimonio genetico: la nostra personalità dipende dai geni solo in parte, l´ambiente e le esperienze sono ancora più determinanti nel formare il carattere e il comportamento. Clonazione di cellule. Questa strada potrebbe portare a straordinari traguardi terapeutici. Anche qui però esistono aspetti controversi. Le cellule utili sono quelle totipotenti, cioè le cellule indifferenziate, che sono in grado di evolversi in ogni tipo di tessuto di qualsiasi organo e quindi di procurare "pezzi di ricambio" per il cuore, il pancreas, il fegato, il sistema nervoso. Le cellule totipotenti per eccellenza sono quelle degli embrioni. Ma l´uso di embrioni umani, anche se prodotti in eccesso per la fecondazione assistita, è fortemente avversato, soprattutto in campo cattolico. Diventano allora molto interessanti altre possibilità. E´ abbastanza recente la scoperta che anche nelle persone adulte rimangono alcune cellule staminali dei vari tessuti. Non sono totipotenti come le cellule embrionali, ma possono essere allevate in laboratorio per formare tessuti specifici. E le cellule sanguigne del cordone ombelicale, se non totipoteneti, sono quantomeno pluripotenti e si sono già dimostrate utili per produrre globuli rossi e bianchi. Tessuto cardiaco ottenuto da cellule staminali è già stato trapiantato per rimediare ai danni dell´infarto. Questo tipo di clonazione, oltre a non porre questioni etiche, supera anche il problema del rigetto, in quanto le cellule staminali vengono estratte dallo stesso paziente che riceverà poi il trapianto, e quindi non suscitano reazioni immunitarie. Ma ora che la parola clonazione è stata usata in modo così scandaloso, quanti sapranno ancora distinguere tra clonazione buona e clonazione folle?"
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