Condanna della scienza «Non
hanno credibilità»
«È nato il primo clone umano?». Nel sottotitolo ai servizi mandati in onda
dalla Cnn sul presunto scoop scientifico dei raeliani è racchiuso
lo scetticismo con cui il mondo ha accolto l’avvento della piccola Eva. Una
cordata di scetticismo misto a orrore che ha unito ricercatori, bioetici e
politici di ogni lingua e Paese. Dal presidente francese Jacques Chirac («Ci vuole
una proibizione universale, una condanna internazionale») al segretario dell ’Onu,
Kofi Anna n: «Non manderò fiori». Atteggiamento negativo e prevenuto, condiviso
dai comitati etici di Francia, Germania e Gran Bretagna. Secondo la Chiesa
ortodossa russa, si rischia «una crisi morale profonda». Solo pochi mesi fa una
compagnia del Massachusetts, l’ Advanced Cell Technology , aveva
informato il mondo di aver ottenuto il primo embrione attraverso la
riprogrammazione del nucleo di una cellula: «Clonaid non ha credibilità
scientifica», afferma Robert Lanza .
Veementi le reazioni anche da noi. Il ministro della Salute Girolamo Sirchia :
«È un crimine contro l’umanità e come tale deve essere riconosciuto. Chi lavora
su questi progetti vuole scardinare la società e violare l’etica». Umberto
Bossi va oltre, parla di Chiesa cattolica e Occidente posti davanti a un bivio:
«Devono rispondere a una semplice domanda. Dio esiste?», riflette il segretario
della Lega e ministro. Monsignor Elio Sgreccia, vicepresidente della Pontificia
accademia per la vita, chiede alla società di difendersi con divieti e sanzioni
da infliggere ai trasgressori: «La clonazione è una forma di manipolazione
totale, significa schiavizzare il clonato. C’è una forma di frenesia a cercare
il peggio». In Italia una circolare vieta di «fotocopiare» esseri umani ed è
per questo che il ginecologo Severino Antinori , che da due anni va annunciando
l’arrivo di bimbi da lui clonati, sarebbe stato costretto a proporre le sue
tecniche all’estero, rimandando di tanto in tanto data e luogo del «lieto»
evento. Secondo le ultime notizie il bebè vedrà la luce a gennaio, a Belgrado,
da una famiglia serba. Quindi non più figlio di un ricco arabo, come
precedentemente dichiarato. E a proposito di chi gli ha rubato la scena il
medico romano commenta: «Un’americanata».
Pretende dettagli e prove Francesco D’Agostino , presidente del Comitato
nazionale di bioetica, ricordando che per offrire le garanzie sulla pecora
Dolly servirono mesi. Pesanti i giudizi morali: «Il desiderio di un bebè
fotocopia nasce da uno sconfinato e riprovevole narcisismo. I presupposti non
sono favorevoli ai raeliani noti come una setta parareligiosa e non certo un
centro di ricerca accreditato».
Avanza osservazioni tecniche il genetista Bruno Dallapiccola : «Non so se
possiedano i mezzi necessari per realizzare una simile impresa. Non mi
stupisco, vedremo presto se è una bufala o una vera tragedia biologica».
In Italia gli unici precedenti sono confinati al settore veterinario. Tra le
fotocopie bovine vantiamo Galileo, primo toro duplicato nel mondo, 3 anni, che
oggi gode di ottima salute: «Per averlo, impiantammo 50 embrioni - racconta il
suo padre-ricercatore, Cesare Galli , laboratorio di tecnologia della
riproduzione a Cremona -. Se tutto ciò è vero, la Clonaid ha rischiato». |