RASSEGNA STAMPA

28 DICEMBRE 2002
MARGHERITA DE BAC
Condanna della scienza «Non hanno credibilità»
«È nato il primo clone umano?». Nel sottotitolo ai servizi mandati in onda dalla Cnn sul presunto scoop scientifico dei raeliani è racchiuso lo scetticismo con cui il mondo ha accolto l’avvento della piccola Eva. Una cordata di scetticismo misto a orrore che ha unito ricercatori, bioetici e politici di ogni lingua e Paese. Dal presidente francese Jacques Chirac («Ci vuole una proibizione universale, una condanna internazionale») al segretario dell ’Onu, Kofi Anna n: «Non manderò fiori». Atteggiamento negativo e prevenuto, condiviso dai comitati etici di Francia, Germania e Gran Bretagna. Secondo la Chiesa ortodossa russa, si rischia «una crisi morale profonda». Solo pochi mesi fa una compagnia del Massachusetts, l’ Advanced Cell Technology , aveva informato il mondo di aver ottenuto il primo embrione attraverso la riprogrammazione del nucleo di una cellula: «Clonaid non ha credibilità scientifica», afferma Robert Lanza .
Veementi le reazioni anche da noi. Il ministro della Salute Girolamo Sirchia : «È un crimine contro l’umanità e come tale deve essere riconosciuto. Chi lavora su questi progetti vuole scardinare la società e violare l’etica». Umberto Bossi va oltre, parla di Chiesa cattolica e Occidente posti davanti a un bivio: «Devono rispondere a una semplice domanda. Dio esiste?», riflette il segretario della Lega e ministro. Monsignor Elio Sgreccia, vicepresidente della Pontificia accademia per la vita, chiede alla società di difendersi con divieti e sanzioni da infliggere ai trasgressori: «La clonazione è una forma di manipolazione totale, significa schiavizzare il clonato. C’è una forma di frenesia a cercare il peggio». In Italia una circolare vieta di «fotocopiare» esseri umani ed è per questo che il ginecologo Severino Antinori , che da due anni va annunciando l’arrivo di bimbi da lui clonati, sarebbe stato costretto a proporre le sue tecniche all’estero, rimandando di tanto in tanto data e luogo del «lieto» evento. Secondo le ultime notizie il bebè vedrà la luce a gennaio, a Belgrado, da una famiglia serba. Quindi non più figlio di un ricco arabo, come precedentemente dichiarato. E a proposito di chi gli ha rubato la scena il medico romano commenta: «Un’americanata».
Pretende dettagli e prove Francesco D’Agostino , presidente del Comitato nazionale di bioetica, ricordando che per offrire le garanzie sulla pecora Dolly servirono mesi. Pesanti i giudizi morali: «Il desiderio di un bebè fotocopia nasce da uno sconfinato e riprovevole narcisismo. I presupposti non sono favorevoli ai raeliani noti come una setta parareligiosa e non certo un centro di ricerca accreditato».
Avanza osservazioni tecniche il genetista Bruno Dallapiccola : «Non so se possiedano i mezzi necessari per realizzare una simile impresa. Non mi stupisco, vedremo presto se è una bufala o una vera tragedia biologica».
In Italia gli unici precedenti sono confinati al settore veterinario. Tra le fotocopie bovine vantiamo Galileo, primo toro duplicato nel mondo, 3 anni, che oggi gode di ottima salute: «Per averlo, impiantammo 50 embrioni - racconta il suo padre-ricercatore, Cesare Galli , laboratorio di tecnologia della riproduzione a Cremona -. Se tutto ciò è vero, la Clonaid ha rischiato».
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