![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 1 DICEMBRE 2002 |
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IN INGHILTERRA SANNO COME FARLO MA NON SE LO POTRANNO EFFETTUARE
Entro sei, nove mesi al massimo, sarà tecnicamente possibile per gli esperti di chirurgia maxillo-facciale effettuare trapianti completi di volto. A rivelarlo alla Bbc è stato il professor Peter Butler, chirurgo plastico del Royal Free Hospital di Londra, che però ha immediatamente posto una delicata questione etica. "Il problema non è se siamo in grado di farlo, ma se possiamo farlo", ha spiegato Butler. Il medico ha sollecitato l'avvio di un dibattito il più ampio possibile sulle implicaziono morali ed etiche del nuovo genere di trapianti e ha cominciato presentando oggi la questione all'Associazione britannica dei chirurghi plastici. Lo scenario prospettato da Butler ricorda molto la trama di un film che qualche anno fa ebbe grande successo: 'Face Off'. I due protagonisti, Nicholas Cage e John Travolta, si scambiavano il volto grazie a una sofisticata operazione con il laser. Gli interventi di trapianto su cui si sta studiando sono di due tipi. Dal donatore può essere prelevata di una specie di 'mascherà di grasso, pelle e vasi sanguigni da applicare sull'ossatura facciale, così che i caratteri somatici del ricevente non vengono modificati. Oppure, si può effettuare un intervento più radicale che comprenda anche il trapianto delle ossa e in quel caso il paziente avrebbe un volto molto somigliante a quello del donatore. A rendere possibile oggi queste tecniche innovative sono i nuovi farmaci antirigetto entrati in commercio, ma Butler ha messo in guardia su un altro rischio: che non si trovino donatori. In un piccolo sondaggio da lui stesso condotto tra medici e infermieri, il chirurgo ha appurato che in molti accetterebbero di sottoporsi a un trapianto, ma pochissimi a lasciare ai propri eredi l'autorizzazione per una donazione. Nonostante le preoccupazioni etiche, la notizia ha avuto un'accoglienza positiva da parte della fondatrice dell'associazione britannica 'Let's Face' che raggruppa persone che hanno subito una mutilazione al volto, dovuta a incidenti o malattie. "Se è possibile donare altre parti del corpo, perchè non il viso", ha dichiarato Christine Piff che 25 anni fa fu colpita da un rarissimo tumore, "non ci vedo niente di sbagliato". Il fatto poi che un trapiantato possa trovarsi con le sembianze di un morto, secondo la Piff non è un elemento di peso nella valutazione che dovrà essere fatta. "Ci sono così tante persone senza volto, io stessa ho mezza faccia", ha dichiarato, "ma noi siamo molto più del nostro viso, non si porta via a nessuno la sua personalità, si resta sempre sè stessi".