![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 22 NOVEMBRE 2002 |
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Annuncio choc dall'America. "Manipoleremo un microrganismo
fino a renderlo del tutto diverso"
Creare una
nuova forma di vita in laboratorio. Il progetto, annunciato ieri negli Stati
Uniti, porta la firma di Craig Venter, lo scienziato americano autore della
prima mappatura completa del genoma umano, e di Hamilton Smith, premio Nobel
per la medicina nel 1978.
IL BATTERIO
ARTIFICIALE - I ricercatori intendono costruire un microrganismo unicellulare,
costituito cioè da un'unica cellula, con il minor numero possibile di geni, capaci
però di assicurarne la sopravvivenza e la riproduzione. La scelta è caduta sul
Mycoplasma genitalium, il più piccolo microrganismo esistente in natura, in
grado di vivere autonomamente e di riprodursi senza l'aiuto di altri organismi
(i virus, per esempio, sono ancora più piccoli, ma si riproducono soltanto in
altre cellule viventi). Il Mycoplasma genitalium, che vive normalmente
nell'apparato genitale umano, possiede 517 geni, ma quelli indispensabili per
la sua sopravvivenza, in particolari condizioni di laboratorio, sarebbero un
po' meno di 300: 265, per l'esattezza, secondo una ricerca condotta nel 1999 da
Clyde Hutchison dell'università North Carolina. Manipolando i geni del
Mycoplasma, rimuovendo cioè tutto il suo Dna e inserendo nuovi geni di sintesi,
i ricercatori sperano di dare vita a un nuovo organismo artificiale con un
patrimonio genetico "minimalista", ma in grado di sopravvivere. Del
resto qualche mese fa alcuni scienziati erano già riusciti a costruire un nuovo
virus della poliomielite, assemblando materiale genetico di base. Se Venter,
infatti, conosce bene le tecniche di manipolazione dei geni, Hamilton è uno
specialista nella biologia molecolare e ha vinto il Nobel per la scoperta degli
enzimi di restrizione, vere e proprie forbici molecolari capaci di tagliare il
Dna.
GLI
OBIETTIVI - La nuova impresa dei ricercatori americani ha molteplici obiettivi.
Innanzitutto quello di svelare il segreto della vita: dal momento che tutte le
cellule viventi sopravvivono grazie agli stessi meccanismi biologici, può
essere sufficiente studiare un piccolo germe per far luce su tutta la biologia
cellulare.
Un altro
obiettivo potrebbe essere la costruzione di microrganismi sfruttabili sul piano
pratico: per distruggere l'anidride carbonica responsabile dell'inquinamento
atmosferico, ad esempio, oppure per produrre idrogeno da utilizzare come
combustibile. Non a caso il progetto è finanziato dal Dipartimento per
l'energia con tre milioni di dollari che permetteranno a 25 ricercatori di
lavorare per tre anni.
LE
PREOCCUPAZIONI - Secondo alcuni, nuove forme di vita artificiale potrebbero
risultare pericolose per l'uomo e provocare infezioni non controllabili con gli
antibiotici attualmente in uso. Gli scienziati, però, assicurano: elimineranno
i geni che potrebbero rendere infettivo il nuovo microrganismo e quelli che gli
permetterebbero di sopravvivere all'esterno di un laboratorio. Altri sospettano
che i nuovi agenti potrebbero essere sfruttati come armi biologiche, ma i
ricercatori ribaltano il problema: le loro ricerche potrebbero addirittura
risultare utili nell'identificazione di armi già esistenti e, comunque,
terranno nascosti alcuni dettagli tecnici per evitarne un cattivo uso.
I DUBBI ETICI - Per chi dice che l'uomo non dovrebbe sostituirsi a Dio nella creazione della vita, c'è pronto il parere di una commissione di esperti consultati da Venter: l'esperimento è eticamente corretto se il fine ultimo è aiutare l'umanità.