RASSEGNA STAMPA

21 NOVEMBRE 2002
editoriale
Usa, scienziati creeranno la vita in laboratorio

Craig Venter, il primo a disegnare la mappa del genoma umano, annuncia che porterà avanti il progetto di creare da zero un organismo monocellulare. Lo affianca il Nobel Hamilton Smith.

Craig Venter è già passato alla storia della scienza per esser stato il primo a 'mappare' il genoma umano. Se riuscirà nella sua prossima impresa, il fondatore della Celera Genomics potrebbe diventarne un eroe consacrato, anzi, un dio. Insieme al Nobel Hamilton Smith, Venter intende infatti creare il primo essere vivente in laboratorio.

L'annuncio è stato dato dal quotidiano  Washington Post, ed è stato ripreso immediatamente dalle agenzie di stampa di tutto il mondo. Se l'esperimento riuscisse, sarebbe la prima volta che l'uomo crea la vita , un fatto che solleva problemi pratici tanto quanto questioni etiche. Le fantasie degli scrittori, dalla Shelley a Burroughs, potrebbero diventare realtà: virus fatti su misura per essere imbattibili dai farmaci, armi biologiche di nuova generazione. Per questo Venter ha deciso di annunciare l'esperimento ancor prima di condurlo, una pratica inusuale nella scienza.

Venter e Smith intendono creare un essere monocellulare con la minima quantità di geni necessari alla sopravvivenza, circa 300. Sarà una specie di clone del Mycoplasma genitalium , un batterio parassita dei genitali, l'essere vivente con il patrimonio genetico più piccolo che si conosca. Solo 517 geni, contro i 30-50mila di un umano. Venter aveva già pubblicato la mappa genomica del batterio alla fine degli anni Novanta, quando dirigeva l'Institute for Genomic Research di Rockville, Maryland.

Ma il progetto di creare la vita in laboratorio fu allora accantonato, e l'avventuroso Venter fondò nella stessa Rockville la Celera Genomics , che portò a termine il progetto sul genoma umano. Questioni di fondi, giochi di potere. Ora Venter non è più alla Celera, se ne è allontanato per dissidi interni sulle direzioni da prendere nel futuro. E il progetto di creazione della vita in laboratorio ha avuto l'ok dal dipartimento per l'energia degli Stati Uniti, tre milioni di dollari in tre anni, una somma tutt'altro che enorme. Il governo sarà quindi solo uno dei tanti finanziatori del progetto di Venter.

"Il mio obiettivo è soprattutto capire come funzionano in concreto i componenti fondamentali di una cellula vivente", spiega Venter al Post. Ma l'esperimento potrebbe avere anche risvolti pratici nel prossimo futuro, dalla produzione di idrogeno come combustibile alla distruzione delle molecole di ossido di carbonio prodotte da centrali elettriche e industrie.

Per prevenire disastri, racconta Venter, il batterio verrà 'programmato' in modo da non poter infettare gli esseri umani, e da morire immediatamente al di fuori dell'ambiente di laboratorio. Più che un'eventuale epidemia casuale, spaventa la prospettiva che con questo tipo di tecniche si possano produrre armi biologiche. Il batterio sarà 'progettato' interamente al computer, e metterlo insieme potrebbe rivelarsi un'avventura conoscitiva straordinaria. "Potremmo arrivare a dare una definizione a livello molecolare di che cos'è la vita" , dice Venter. Un compito che, se riuscisse, sarebbe un po' come i primi voli dell'uomo nello spazio, l'abbattimento di un limite fino ad oggi ritenuto invalicabile.
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