![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 18 OTTOBRE 2002 |
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Dopo il caso di un bambino francese che ha sviluppato una linfoproliferazione, il nostro e stato l'unico paese a vietarne la sperimentazione. Anche se, con un po' di burocrazia, tutto può continuare
Il
nostro Paese ha un nuovo record: è l'unico nel quale ogni forma di
sperimentazione della terapia genica è ufficialmente bloccata. Ma dove tutto continua come prima.
Bambini
con il sistema immunitario distrutto, persone con tumori che non hanno terapia,
malati di AIDS: la vita di una decina di persone è però appesa ad una circolare
del Ministero della Salute del 15 ottobre che annuncia testualmente: «Il
Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha disposto con un'ordinanza
contingibile e urgente la sospensione su tutto il territorio nazionale delle
sperimentazioni cliniche con prodotti per terapia genica, che prevedono
l'impiego di vettori retrovirali».
Cioè
tutte le sperimentazioni, visto che i soli vettori utilizzati nel nostro paese
sono appunto i retrovirus. Il termine «contingibile», poi, introvabile sui
vocabolari, sottolinea l'assoluta, improrogabile necessità di fare
quell'ordinanza qui e ora.
Tutto
nasce da un comunicato della Sanità francese il 3 ottobre scorso. Si veniva a
sapere che l'ospedale Necker di Parigi aveva sospeso la sperimentazione di una
terapia genetica per curare una grave forma di deficienza immunitaria
ereditaria. Il motivo: un bambino privo
di sistema immunitario, sottoposto nel 1999 alla terapia genica e guarito (nel
senso che aveva per la prima volta una vita normale) aveva sviluppato una
linfoproliferazione. Qualcosa che
assomiglia ad un tumore, ma non lo è ancora. Il bambino è stato curato con
successo, ma si teme che la terapia genica possa aver influito su questo
evento.
Evento
peraltro non imprevisto: si sa che, mediamente, in un caso su dieci milioni può
accadere. Ma nel caso del piccolo
francese pare abbiano giocato almeno tre circostanze sfavorevoli: due
determinate dalla terapia genica e una dovuta alla sfortuna di contrarre una
varicella e di cronicizzare la presenza di un virus zoster.
In
tutto il mondo ci sono circa 1800 pazienti che da qualche anno sperimentano
terapie di questo tipo e lo fanno per una mezza dozzina di malattie. E' una
sperimentazione che ha dato dei risultati positivi ma è andata incontro anche a
molti insuccessi. E ad almeno un incidente mortale negli Stati Uniti.
Ovvio
che, di fronte al caso francese, scattassero misure precauzionali. Francia e
Stati Uniti decidevano la sospensione cautelativa di quel particolare tipo di
terapia genica. In Italia, l'Istituto
Superiore di Sanità decideva di bloccare il reclutamento per tutte le
sperimentazioni, incluse quelle sull'AIDS, i tumori e l'epidermolisi bullosa.
Negli
Stati Uniti, la cosa è stata risolta con una grande audizione che ha coinvolto
gli esperti, le famiglie dei malati, i giornalisti e che si è conclusa con una
raccomandazione alla Food and Drug Administration perché la sperimentazione
riprendesse.
Gli
inglesi non hanno fatto una piega: loro ritengono che il rischio valga il
beneficio e sono andati avanti.
E
da noi? Da noi una commissione ha
ascoltato alcuni esperti e (anche dopo una lettera molto pressante del
presidente di Telethon, Susanna Agnelli, al ministro Sirchia) ha emesso la
circolare.
Che
vieta tutto, ma lascia aperta una porta grazie alla quale tutto può continuare:
«l'Istituto Superiore di Sanità - vi è scritto - ha la facoltà di approvare,
previa valutazione del rapporto rischio-beneficio, la prosecuzione del
trattamento ai pazienti sottoposti a sperimentazioni. L'approvazione è subordinata alla presentazione di un documento
comprovante l'avvenuta informazione sui rischi della terapia in presenza di un
esperto, come specifica l'ordinanza da rendere al paziente...con conseguente
sottoscrizione del consenso».
Peccato
che, come spiegano gli esperti coinvolti nella sperimentazione, quei documenti
per il consenso siano già previsti dai protocolli di sperimentazione. E che il rapporto rischio-beneficio sia
insito nel trattamento dei pazienti: chi si sottoporrebbe ad una
sperimentazione di terapia genica se avesse una cura alternativa?
Alla fine, in un gran girar di carte, tutti sono - più o meno - contenti.