RASSEGNA STAMPA

4 OTTOBRE 2002
ALBERTO PAPUZZI
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[OGGI COMINCIA NELLO STATO DEL BAHREIN IL NUOVO MATCH TRA UOMO E MACCHINA. CINQUE ANNI FA VINSE L´ELETTRONICA

SonoO passati cinque anni. È il maggio 1997 quando a New York il supercomputer Ibm "Deep Blue" sconfigge il campione del mondo di scacchi Garry Kasparov. Poiché Kasparov era considerato un genio della scacchiera, che aveva rivoluzionato lo stile di gioco (e anche l´immagine dei grandi giocatori), la vittoria di "Deep Blue" suona come un verdetto definitivo nella contesa tra uomo e macchina, tra cervello umano e intelligenza artificiale. È la macchina a vincere, la sua potenza di calcolo è diventata troppo estesa, perché l´uomo possa reggere l´impervio confronto, senza venire tradito dalle sue congenite debolezze: ansie, emozioni, stanchezza, stress. La supremazia del computer sulle sessantaquattro case bianche e nere acquista ovviamente un significato simbolico: è supremazia delle macchine, supremazia della tecnologia. Anche se il grande maestro francese Joël Lautier metteva in guardia dal ritenere la sfida ormai conclusa: "La gente tende a pensare che la macchina è più forte, ma ciò è ancora lontano dal vero". L´ora della rivincita scocca oggi. Perché oggi comincia a Manama nello stato del Bahreïn una nuova sfida per il vertice mondiale nel gioco più intelligente e competitivo: Vladimir Kramnik, 27 anni, russo, nuovo campione, affronta in un match di due settimane, con una borsa che ammonta a un milione di dollari, "Deep Fritz", programma informatico di ChessBase (Germania), di cui esistono anche versioni messe in commercio, numero uno per l´Associazione Svedese di scacchistica elettronica. Di vera rivincita si sente parlare: nel mondo dei giocatori, l´atmosfera che circonda il nuovo scontro è colorata di ottimismo. Si pensa che il 19 ottobre, data di chiusura del match stellare, potrebbe rovesciare il verdetto del `97. Cosa giustifica questo ottimismo? Non è che "Deep Fritz" appaia più debole di "Deep Blue", smantellato da Ibm dopo la vittoria. Anzi. Messo alla prova in alcune partite di Kasparov con "Deep Blue", ha saputo scegliere varianti ancora migliori di quelle che avevano dato il successo al computer. Perché allora è possibile la rivincita? Perché Kramnik, detto "il gigante" per i quasi due metri di altezza, possiede uno stile di gioco ritenuto più adatto alla competizione col computer. A questo punto si entra nei labirinti affascinanti della scacchiera, nei segreti tecnici di un gioco che ha prodotto migliaia e migliaia di volumi dedicati alla teoria delle aperture e a quella dei finali, all´arte combinatoria, all´analisi delle partite. L´andamento di una partita, agli alti livelli, è determinato fondamentalmente da due livelli di conduzione del gioco: la strategia e la tattica. Come si sa, la prima è l´impostazione generale di una battaglia, la seconda è la realizzazione degli obiettivi strategici. Secondo gli esperti, la strategia di Kramnik non è aggressiva come quella di Kasparov, con grande sfoggio di tecnica della combinazione, ma sottile, subdola, puntando sulla conquista di continui piccoli vantaggi posizionali, cioè di dislocazione dei pezzi sulla scacchiera. Mentre un vantaggio materiale - per capirci la presa d´un pedone - ha un visibile effetto immediato, i vantaggi posizionali, specie se celati nelle pieghe di un piano che non viene svelato, producono effetti soltanto dopo molte mosse, quando la scacchiera si svuota di pezzi e si va verso il redde rationem. Quindi per il computer è più difficile prevedere e valutare questi sviluppi, che possono manifestarsi così tardi nel corso della partita. C´è un´altra ragione per cui Kramnik è considerato un possibile vincente nella sfida con "Deep Fritz": la sua personalità, solida e placida. La sfida con il computer è sempre impari, perché il computer non ha un´anima - contrariamente a Hal, quello di Kubrick - e quindi non soffre il nervosismo dell´emozione, neppure viene paralizzato dalle paure. "Deep Blue" o "Deep Fritz" sono imperturbabili, macinando chilometri e chilometri di calcoli a velocità supersonica. Ma anche Kramnik sembra imperturbabile, tetragono alle ansie, resistente alla stanchezza. In un bell´articolo su Le Monde, Pierre Barthélémy ricorda come Kasparov in una partita con "Deep Blue" non imboccò una combinazione, che da una situazione di grave difficoltà poteva portarlo alla patta per scacco perpetuo, perché non volle credere che il computer potesse lasciargli una via d´uscita così facile: l´ansia gli suggerì che doveva esserci un qualche trucco, dietro quella soluzione così a portata di mano. Gli esperti pensano che al giovane russo Vladimir Kramnik questo non possa mai succedere. Come ha detto lui stesso (sempre a Le Monde), "Bisogna essere molto preparati psicologicamente per giocare contro il computer, e io ho lavorato tantissimo su questo aspetto". È soltanto un match di scacchi, della durata di quindici giorni. Ma su questa scacchiera si gioca la speranza che non sia finita. Gli stessi programmatori vogliono che la competizione resti aperta, perché la sfida produca progresso. Perciò sotto ring faranno il tifo perché Vladimir uccida la loro creatura.]

 

 

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