RASSEGNA STAMPA

3 OTTOBRE 2002
ROBERTO NAPOLETANO
Se si baratta il futuro

Se è vero che il futuro di un Paese si costruisce sui banchi di scuola, nelle aule dell'università o in un laboratorio di ricerca, almeno per ora si può dire che il governo Berlusconi ha rinunciato al futuro. O, per meglio dire, lo ha barattato con la rata di un maxi-patteggiamento sulle multe del latte e una raccolta di fondi per fronteggiare vecchie emergenze come siccità, alluvioni e maltempo.  Messi insieme i due capitoli di spesa rappresentano la metà della dote strappata dal ministro per l'Agricoltura, Gianni Alemanno, al tavolo della Finanziaria nella lunga notte del 29 settembre, ma anche l'ammontare esatto di quanto ha vanamente chiesto il ministro Lucio Stanca per finanziare il fondo dell'innovazione tecnologica. E se il titolare dell'Ambiente Altiero Matteoli, altro esponente di punta di Alleanza Nazionale, può dire di avere portato a casa 500 milioni di euro in tre anni per la difesa del suolo, argini ai fiumi e schede tecniche sulle zone a rischio, è un dato di fatto che lo storicamente esangue fondo nazionale per la ricerca applicata si avvia a tagliare il traguardo dell'azzeramento dovendosi accontentare di 20 milioni di euro per il 2003 contro un fabbisogno di tremila milioni.

Il punto è che non ci può essere futuro se si tagliano gli investimenti per l'università e si resta con i piedi piantati per terra in un presente malfermo dove si continua a distribuire (male) il pochissimo che c'è, a guadagnare tempo e si evita accuratamente di tagliare quel molto di strutturale che invece andrebbe aggredito.  Stipendi e pensioni valgono, da soli, oltre il 70% della spesa pubblica corrente, ma l'obbligo inserito in Finanziaria di ridurre dell'1% il personale negli anni 2004-2005 è identico a quello scritto nella finanziaria precedente per gli anni 2003-2004.

E, come se non bastasse, per un futuro che non si vede c'è un passato che riemerge.  Si tagliano i fondi aggiuntivi per il Sud, quelli automatici, e si torna a indicare ai giovani meridionali la strada del santo in paradiso (l'amico al ministero) per segnalare la sua pratica in un nuovo calderone unico di incentivi dove vige la regola della discrezionalità.  Per educare i giovani del Mezzogiorno a rischiare e a mettersi in proprio, unico futuro possibile con qualche dignità, non c'è disincentivo più potente al mondo di quello dell'incertezza.
inizio pagina
vedi anche
Cultura-Impresa scientifica