RASSEGNA STAMPA

15 SETTEMBRE 2002
HILLMANN
Ares e Afrodite: l'amplesso che scatena la guerra

Tutti i grandi temi che affrontiamo, come anche nel caso della bellezza, è meglio avvicinarsi riconoscendo la nostra modestia rispetto alla loro maestà.  Se vivessimo nel mondo antico o in una società meno secolarizzata, potremmo sentirci obbligati a iniziare con un'invocazione alla divinità che per prima ci ha rivelato il tema.  Questo è ancora il metodo di una psicologia archetipica che deriva da Plotino la propria idea di ritorno (epistrophé): cioè che tutte le cose terrene, tutte le questioni umane cercano di tornare alle loro archai, alla loro natura apriorica o alla loro realtà immaginaria, non limitata dall'umano.

Nel nostro caso epistrophé significa riportare il tema della bellezza ad Afrodite, la quale, come dice Plotino in diversi passi, è l'anima stessa: «del mito Afrodite è anima» (III.5.8), «ogni anima è Afrodite», ovvero «l'anima è sempre un'Afrodite» (VI.9.9); e ancora, «l'anima dell'universo è bella, ovvero, Afrodite è bella» (V.8.13).

La mia discussione rappresenta un ampliamento e una complicazione di questa coincidenza tra bellezza, anima e Afrodite che, se non significa proprio affermarne l'identità,  ne indica quanto meno una duplicità di attributi.  L'anima viene specificata dalla bellezza e la bellezza dalla psiche, così che la bellezza può essere sottoposta a un'analisi psicologica.  Le parole di Plotino suggeriscono anche che la psicologia, se essa accetta la propria determinazione in quanto logos della psiche, è sempre un'attività estetica e non può lasciare la bellezza fuori dal suo campo d'azione.  Altrimenti non è in grado di rendere giustizia alla natura della psiche, che coincide sempre con Afrodite.

Naturalmente ci sono molte Afrodite, riconoscibili in base ai diversi epiteti e appellativi, onorate in diversi altari e in diversi luoghi sulle rive del Mediterraneo.  Ci sono anche diverse Afrodite menzionate da Plotino, oltre alle due che Platone (Simposio, 180 D-E) chiama Urania e Afrodite della strada, dea della pornografia e della prostituzione. Pensare ad Afrodite come a un simbolo che rappresenti la Bellezza, o l'Amore, o la Sensualità, o la Fertilità, o il Piacere, o la Passione, significa ridurre il ricercato, numinoso e multiforme potenziale di una creatura immortale a un costrutto monoteistico, imprigionato nel marmo bianco che rivestiamo delle nostre osservazioni, come se la dea coincidesse con i nostri concetti.

No, la mia perplessità riguarda un'Afrodite specifica, quella descritta da Omero nell'Odissea, e anche nell'Iliade, quella che viene coinvolta in una guerra e scandalosamente, o per passione, o per gioco, o per divertimento, si unisce carnalmente ad Ares, dio della Guerra.

Come si concilia la bella, l'aurea, la sorridente Afrodite con il dio della guerra?  Quali sono le implicazioni dell'unione tra Venere e Marte, cioè tra la visibilità, la delicatezza dell'amore e della bellezza e colui che veniva definito Marte caecus, Marte insanus, cieco e insano, signore della furia guerresca?

Anche se gli dei ridono, quest'amplesso non è uno scherzo.  Quest'immagine può condurci alla fondamentale comprensione del mistero della Guerra, che, non dimentichiamolo, non è un'aberrazione della natura umana, né l'ombra della civiltà, né un elemento necessario della lotta evoluzionistica, ma è essenziale al pantheon, e non solo a quello dei Greci e dei Romani, visto che la guerra costituisce il più implacabile fatto della storia umana.

Con tutta evidenza la storia mostra un amore imperituro per la guerra.  Su questo punto dobbiamo tenere a freno il nostro pacifismo, la nostra condanna politically correct della guerra, delle sue emozioni e dei suoi strumenti: altrimenti non possiamo avvicinarci a essa.  Questo fenomeno non schiuderà i propri segreti a uno psicologo carico di pregiudizi personali.

Inoltre Marte ama soprattutto i nemici testardi che marciano contro di lui cantando slogan e sventolando bandiere. Il modo migliore per mettere la guerra fuori combattimento è forse quello di conoscere in modo più intimo il desiderio che se ne ha, la bellezza che possiede, il piacere che se ne prova: seguire gli stratagemmi di Afrodite per far breccia nel cuore di Ares, così da imparare cose nuove sul suo fascino.  E, se è possibile penetrare il segreto della guerra, potremmo anche scoprire altri modi di soddisfare le sue richieste, altri modi di "andare in guerra" senza andare letteralmente in guerra.
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