RASSEGNA STAMPA

12 SETTEMBRE 2002
ARMANDO TORNO
MEISTER ECKHARDT Il mistico che ispirò Heidegger
Pochi mistici, pochi filosofi riescono a comunicare le emozioni che ha lasciato nei suoi scritti Meister Eckhardt. Contemporaneo di Dante, nacque intorno al 1260 a Tambach, in Turingia, e morì nel 1329, o poco prima, ad Avignone, dove era in corso un processo per eresia contro di lui. Alcune sue intuizioni provocano ancora vertigini. Le comunica, al di là dei secoli, quando parla di «Divinitas» e «Deus» ricordandoci che la «Divinità» è il fondo oscuro in cui nessuna distinzione è possibile (perché è «natura innaturata», o meglio «ungenatûrte natûre) mentre Dio è paternità, fecondità, «essentia cum relatione». O quando ci assicura che Dio non crea fuori di sé, ma in se stesso; insomma non «esce» da sé. Di più: Dio crea adesso il mondo nella stessa maniera in cui l’ha creato il primo giorno. Oppure, citando direttamente le sue parole dal Sermone 56 : «Per l’anima che cerca Dio tutte le creature devono essere un tormento... Per l’anima che cerca Dio tutte le cose devono essere come un nulla».
La traduzione di quest’ultimo passo si deve a Marco Vannini, il nostro miglior conoscitore di Eckhardt, a cui ha dedicato buona parte della sua vita. Ora ha raccolto in un unico volume I sermoni del domenicano tedesco (Paoline, pagine 696, euro 28). Sono 104 dei 113 rimasti (ma gli ultimi 9 mancano ancora nell’edizione critica tedesca in corso). Ha riunito vent’anni di traduzioni. Vannini ha rivisto, corretto e commentato quanto aveva pubblicato in precedenza da La Nuova Italia, da Piemme, da Adelphi, da Mondadori e da Città Nuova. Un lavoro lungo che offre finalmente al lettore italiano una delle grandi opere dell’anima europea. E questi scritti, non dimentichiamolo, sono anche indispensabili per entrare nel salotto buono della filosofia tedesca. Eckhardt lo riscoprì probabilmente Franz von Baader (1765-1841), ma lo ritroviamo tra le letture importanti di Fichte, Schelling ed Hegel. Inoltre - non è il caso di stilare noiosi elenchi - i Sermoni sono attentamente meditati da Heidegger quando elabora il concetto di nulla quale fondamento dell’essere. Che dire di più?
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Storia della filosofia