RASSEGNA STAMPA

21 AGOSTO 2002
editoriale
Risposta a Fukuyama «Le biotecnologie sono al servizio dell’uomo»
Il politologo Francis Fukuyama ha lanciato l’allarme, lunedì scorso, con un intervento sul Corriere della Sera , contro le minacce della manipolazione genetica e la «presunzione della scienza». «Una biotecnologia che tentasse di manipolare la natura umana - ha scritto Fukuyama alla vigilia del vertice di Johannesburg - non solo rischierebbe conseguenze impreviste, ma potrebbe altrettanto minare i fondamenti dei diritti democratici». Sul tema della clonazione e della terapia genica ieri è intervenuto il ministro della Salute, Girolamo Sirchia

Sono rimasto estremamente perplesso e preoccupato del fatto che un politologo autorevole come Francis Fukuyama (nel suo intervento sul Corriere della Sera di lunedì) possa esprimere dei dubbi così rilevanti in merito all’utilizzo delle moderne biotecnologie applicate alla salute dell’uomo, in anni in cui quotidianamente le ricerche pubbliche e private nel mondo in biotecnologia offrono soluzioni a problemi gravissimi che solo questa tecnica pare sappia affrontare. Non più tardi di un mese fa due bambine proprio in Italia sono state strappate alla condanna di una vita in camera sterile senza possibilità di uscita pena la morte: con una modifica genetica si è riusciti a riportarle alla vita normale, grazie al lavoro di scienziati italiani operanti al San Raffaele di Milano. Una bambina di Napoli sta vivendo attaccata a un respiratore in attesa del farmaco che entro il 13 settembre dovrebbe offrirle una prospettiva di vita.
Esempi di questo genere sono ormai quotidiani e diffusi a livello planetario. Penso che sia un obbligo per tutti noi rispettare l’etica di chi soffre e continuare su questa strada criticando noi stessi perché non sappiamo fare abbastanza e perché talvolta i costi di queste innovazioni in termini economici sono troppo alti.
Pochi giorni fa uno dei maggiori scienziati italiani mi diceva che viviamo in un Paese meraviglioso, con una grande cultura umanistica e dove chiunque ti può dare dell’ignorante se confondi Garibaldi con un pittore del Seicento ma nessuno si preoccupa se il midollo osseo viene scambiato per quello spinale e viceversa.
Credo che l’industria biotecnologica debba confrontarsi con tutte le opinioni, ma dispiace vedere ancora oggi non riconosciuti gli straordinari contributi al miglioramento della vita già offerti da questa tecnica che, ben lungi dal volersi sostituire a interventi soprannaturali, vuole semplicemente contribuire alla qualità e alla quantità della vita in un secolo che ha appena visto raddoppiare proprio l’aspettativa media di vita.
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