![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 4 AGOSTO 2002 |
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Scledense sulla paternità della formula
Periodicamente
il grande "mistero" ritorna: lo scledense Olinto De Pretto fu il
precursore della teoria della relatività? L'ultima a riproporre il quesito è
stata Radio 3 Rai, che recentemente ha presentato il libro di Umberto
Bartocci "Albert Einstein e Olinto De Pretto: la vera storia della
formula più famosa al mondo" come una grande novità. Sbagliando:
dell'argomento si parla almeno dal febbraio 1987, quando il "Nuovo
Veronese" uscì con una clamorosa notizia: Einstein fu preceduto nella
sua geniale intuizione, E=mc², risalente al 1905. Due anni prima, nel 1903,
Olinto De Pretto aveva presentato al Reale istituto veneto di scienze, lettere
e arti uno studio intitolato "Ipotesi dell'etere nella vita
dell'universo", nel quale era definita la formula della forza viva, da cui
era ricavabile l'energia espressa in calorie, come mv².
Anche il
nostro Giornale ha parlato del libro di Bartocci nel 1999, alla sua uscita, e
trattato dell'argomento più volte nel corso degli anni, al pari di riviste come
Panorama e Oggi. Se Bartocci trova strette parentele tra le due formule, lo
studioso scledense Ignazio Marchioro, che nei "Quaderni di Schio"
ha pubblicato un saggio su De Pretto, rigetta ogni legame e cerca di mettere
fine alla querelle.
- Marchioro,
chi era Olinto De Pretto?
"Il
dott. Olinto (1857-1921), che fu assistente del prof. Cantoni alla Scuola di
agricoltura di Milano e amministratore della società "Ing. Silvio De
Pretto & C" fondata dal fratello e divenuta nel 1920 la "De
Pretto-Escher Wyss", fu uno studioso schivo, riservato, burbero e geniale.
Nel tempo libero scrutava il cielo e vagava per le nostre montagne per
interrogarle sulle loro origini e sulle leggi gravitazionali ed energetiche che
reggono l'Universo. Scrisse molte opere sulla degradazione delle montagne,
sull'epoca glaciale, sulla teoria orografica, sui nuovi orizzonti della
geologia".
-E "L'
Ipotesi dell'etere nella vita dell'universo"?
"Secondo
il De Pretto "le particelle dell'etere comunicano impulsi alla molecola
della materia per mezzo di moti vibratori", assioma da cui discende la sua
intuizione che l'immensa forza viva racchiusa allo stato latente in un
chilogrammo di materia, quantificabile con la formula mv² -ove m è la massa e v
la velocità di vibrazione dell'etere, pari forse alla velocità della luce-, sia
"equivalente a quella ricavabile da milioni e milioni di chilogrammi di
carbone". A commento scrisse: "Quest'idea sarà senz'altro giudicata
da pazzi"".
-Quale
seguito ebbe tale "pazza" intuizione?
"Marginale,
visto che il suo scopo era la comprensione delle leggi gravitazionali,
discendenti dall'azione dell'etere sulla materia: la sua teoria fu iscritta fra
le tante che fiorirono sulla filosofia della materia, tant'è che nel 1920 gli
fu chiesto di riproporla nell'ultima sua opera "Lo spirito dell'Universo",
pubblicata nella prestigiosa collana Bocca proponente scritti di Kant,
Nietzsche, Spencer, Schopenhauer e altri. Dal 1921, con la sua morte tra
l'altro per assassinio, tutto tacque".
- Gli
studiosi veronesi Zorzi e Speri affermarono che sarebbe stato il De Pretto per
primo ad arrivare all'intuizione base dell'energia atomica. Idem Bartocci: che
ne pensa?
"È
invece ovvio che la teoria della relatività non ha nulla a che vedere con la
sua intuizione: la formula assomiglia a quella famosissima di Einstein solo per
una casualità formale, in quanto il De Pretto riportò la formula della forza
viva valida a quel tempo, che non era non sinonimo dell'energia cinetica bensì
del suo doppio. È ovvio quindi che se il De Pretto avesse inteso la formula
relativa all'energia cinetica del corpo in movimento avrebbe scritto: E
(energia cinetica)=mv²/2; vale a dire la nota formula di fisica classica, che è
totalmente diversa dalla mc²".
-Quindi è
tutto una "bufala"?
"Certo,
sarebbe ora che ad Olinto De Pretto fossero riconosciuti i suoi meriti di
studioso nei vari ambiti in cui si distinse, senza trascinarlo in contese che
non lo riguardarono in vita: infatti non rivendicò mai una supposta priorità
della sua formula sulla teoria relativistica di Einstein".
Chi volesse approfondire comunque la conoscenza su Olinto De Pretto può recarsi in Biblioteca a Schio. Oltre a tutti gli articoli apparsi sulla vicenda vi sono conservati suoi appunti su gite ed escursioni, schizzi di geologia, lettere e corrispondenze e diverse sue pubblicazioni.