![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 18 LUGLIO 2002 |
|
I delicati temi della Bioetica in un approfondito e lucido saggio
di Giorgio Macellari
Quando sotto il camice batte una morale
“Bioetica
Chirurgica e Medica" è l'ultima fatica del professor Giorgio Macellari, già noto per il suo precedente
saggio "La morte. Un bene incurabile" arricchito da una Prefazione di
Umberto Veronesi e di recente tradotto da una casa editrice spagnola.
Macellari da tempo si occupa di Bioetica, materia che insegna nella Scuola di
Specializzazione in Chirurgia Generale dell'Università di Parma, diretta dal
professor Luigi Roncoroni.
E proprio
per dotare la Scuola di uno strumento di lavoro adeguato si è "tirato su
le maniche" e ha messo nero su bianco lavorando a quattro mani con la
professoressa Luisella Battaglia, docente di Filosofia Morale e direttore
dell'Istituto Italiano di Bioetica di Genova. Ma non basta: i due autori si
sono circondati di un gruppo di esperti della disciplina filosofi, medici,
storici, scienziati- ed hanno prodotto il primo testo italiano di Bioetica
dedicato a chirurghi e medici in formazione specialistica. Se questo doveva
essere il "target" iniziale dell'impresa, in realtà l'articolazione
del volume ne fa un'opera di rilevante valore didattico anche per studenti di
medicina, filosofia e giurisprudenza. Notevole è stato, ovviamente, l'apprezzamento
da parte del professor Roncoroni, autore di una pregevole presentazione al
libro nella quale focalizza l'importanza che sta assumendo l'insegnamento della
Bioetica per la costruzione di una solida coscienza morale nei futuri
chirurghi.
A che serve
la Bioetica -chiediamo al professor Macellari- per la formazione medica?
"Prima di tutto a pensare" - ci risponde -. "Cioè ad acquisire
una mentalità critica impadronendosi di un metodo che insegna a riflettere
costantemente su ciò che si fa (esercizio al quale il tradizionale Corso di
Laurea non prepara granché). E poi a giustificare razionalmente le proprie
decisioni diagnostiche e terapeutiche. In un clima nel quale le contestazioni
all'operato di medici e chirurghi sono diventate ordinarie è indispensabile che
i professionisti della salute sappiano argomentare in modo convincente le loro
scelte: sia sul piano scientifico che su quello giuridico ed etico. In pratica,
al tirocinio concreto al letto del malato e in sala operatoria e
all'apprendimento dei fondamenti teorici della scienza biomedica, oggi si deve
aggiungere un sapere trasversale che consenta di orientarsi agevolmente in
territori insidiosi quali eutanasia, accanimento terapeutico, rifiuto di
terapie, morte cerebrale, consenso informato, autodeterminazione,
sperimentazione, cura del dolore, assistenza ai pazienti terminali, rispetto
delle direttive anticipate. Tutti argomenti, questi, che solo fino a una decina
d'anni fa non potevano rientrare nel bagaglio conoscitivo del medico e del
chirurgo e che invece oggi diventano patrimonio indispensabile per l'esercizio
di una buona medicina".
In sostanza,
si é forse avvertita la necessità di una umanizzazione della pratica
medico-chirurgica? "Esatto. Questa è stata la spinta maggiore per avviare
l'impresa. In effetti è da alcuni decenni che si sente - soprattutto da parte
dell'opinione pubblica, insomma della gente - il bisogno di cure più a misura
d'uomo, rispettose di quelle elementari esigenze di solidarietà, cortesia,
competenza e affetto che ciascuno di noi ama veder soddisfatte nel momento in
cui sta male. E che la medicina tecnocratica ha purtroppo perso di vista".
Al professor
Macellari chiediamo ancora verso quale tipo di Bioetica si è voluto avviare,
con questo libro, il lettore. La risposta è molto netta: "Ad una Bioetica
laica, cioè svincolata da qualsiasi ideologia o posizione dogmatica. Ma attenta
alle differenti prospettive con cui l'essere umano percepisce il senso del bene
e del male. Anche per questo si è trovato un piccolo spazio per l'intervento di
un pensatore cattolico, proprio per accogliere il punto di vista del
credente".
Un libro,
dunque, che farà riflettere e che - come si legge nella premessa degli autori -
segnerà una specie di confine temporale tra un'epoca in cui chirurghi e medici potevano
disinteressarsi di questioni filosofiche e una in cui tale disinteresse sarà
considerato come una lacuna nella loro specifica formazione professionale. Da
questo momento in poi, insomma, l'ignoranza morale del chirurgo e del medico
non sarà più consentita, né giustificata.
Il volume, edito da Essebiemme (Gruppo Editoriale Del Porto di Noceto), è in vendita in tutte le librerie universitarie d'Italia e sta già riscuotendo l'approvazione di molti professionisti e docenti di Bioetica.