![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 10 LUGLIO 2002 |
|
Il sistema politico mondiale ci permette una via d'uscita
Il nostro pianeta.
La nostra casa comune. Così come stanno le cose la nostra Terra non potrà
sostenerci che pochi decenni. Nel 2050 non ce la farà più e dovremo cercarci un
altro pianeta, o un altro paio di pianeti, dove andare a vivere. Questo è in
sintesi il messaggio che gli scienziati del Wwf ci trasmettono oggi; un
messaggio letteralmente agghiacciante. Tutti i giornali e tutte le televisioni
ne stanno parlando sulla base di alcune anticipazioni dell'autorevole Observer
.
Io credo
ancora al significato delle parole e alla rilevanza di ciò che viene reso
pubblico da un'istituzione internazionale di tale prestigio. Ma mi sembra di
essere l'unico o giù di lì.
Delle due
l'una. O questa affermazione è assolutamente e colpevolmente infondata (e chi
la fa se ne assume tutta la responsabilità) oppure dovremmo forse un po'
preoccuparci e magari reagire. Per quello che ne sappiamo, di pianeti abitati e
soprattutto abitabili non ce ne sono molti in giro, perlomeno nel raggio
d'azione di una flotta di astronavi approntabili in breve tempo. E i programmi
spaziali non sono proceduti in questi anni come poteva far presagire la prima
missione sulla Luna. Quindi, di andarsene tanto presto non se ne parla.
Dobbiamo
allora rassegnarci a stare qui ancora per un po', ma come? Personalmente credo
che le cifre che girano siano un po' esagerate ed è ormai chiaro che le
previsioni di molte istituzioni come il famoso Club di Roma erano un po'
pessimistiche, ma certo lo sfruttamento del pianeta sta procedendo a ritmo
accelerato.
Non saranno
cinquanta anni, ma non sono nemmeno duecento. Mancherà energia, mancherà cibo,
mancherà aria e mancherà banalmente lo spazio.
Ci
pesteremo, se la fame o le malattie non ci stermineranno prima. Non sono un
allarmista. Chi mi conosce sa che inclino decisamente all'ottimismo. A patto
però che qualcosa si faccia.
Abbiamo
dalla nostra la ragione, un sistema politico mondiale che, con tutti i suoi
difetti, ci permette un minimo di organizzazione e di programmazione, abbiamo
la scienza e la tecnologia, le più potenti che siano mai esistite.
Dobbiamo,
tutti, coscienziosamente consumare e inquinare di meno, ma sappiamo che questo
non basterà.
Dobbiamo inventarci una soluzione o un complesso di soluzioni, queste sì creative e innovative, per non perdere la casa comune, cioè noi stessi. Per non perdersi bisogna rinnovarsi, profondamente. Insomma, facciamoci vedere chi siamo.