RASSEGNA STAMPA

10 LUGLIO 2002
EDOARDO BONCINELLI
Anno 2050, un po' di fantasia ci salverà

Il sistema politico mondiale ci permette una via d'uscita

Il nostro pianeta. La nostra casa comune. Così come stanno le cose la nostra Terra non potrà sostenerci che pochi decenni. Nel 2050 non ce la farà più e dovremo cercarci un altro pianeta, o un altro paio di pianeti, dove andare a vivere. Questo è in sintesi il messaggio che gli scienziati del Wwf ci trasmettono oggi; un messaggio letteralmente agghiacciante. Tutti i giornali e tutte le televisioni ne stanno parlando sulla base di alcune anticipazioni dell'autorevole Observer .

Io credo ancora al significato delle parole e alla rilevanza di ciò che viene reso pubblico da un'istituzione internazionale di tale prestigio. Ma mi sembra di essere l'unico o giù di lì.

Delle due l'una. O questa affermazione è assolutamente e colpevolmente infondata (e chi la fa se ne assume tutta la responsabilità) oppure dovremmo forse un po' preoccuparci e magari reagire. Per quello che ne sappiamo, di pianeti abitati e soprattutto abitabili non ce ne sono molti in giro, perlomeno nel raggio d'azione di una flotta di astronavi approntabili in breve tempo. E i programmi spaziali non sono proceduti in questi anni come poteva far presagire la prima missione sulla Luna. Quindi, di andarsene tanto presto non se ne parla.

Dobbiamo allora rassegnarci a stare qui ancora per un po', ma come? Personalmente credo che le cifre che girano siano un po' esagerate ed è ormai chiaro che le previsioni di molte istituzioni come il famoso Club di Roma erano un po' pessimistiche, ma certo lo sfruttamento del pianeta sta procedendo a ritmo accelerato.

Non saranno cinquanta anni, ma non sono nemmeno duecento. Mancherà energia, mancherà cibo, mancherà aria e mancherà banalmente lo spazio.

Ci pesteremo, se la fame o le malattie non ci stermineranno prima. Non sono un allarmista. Chi mi conosce sa che inclino decisamente all'ottimismo. A patto però che qualcosa si faccia.

Abbiamo dalla nostra la ragione, un sistema politico mondiale che, con tutti i suoi difetti, ci permette un minimo di organizzazione e di programmazione, abbiamo la scienza e la tecnologia, le più potenti che siano mai esistite.

Dobbiamo, tutti, coscienziosamente consumare e inquinare di meno, ma sappiamo che questo non basterà.

Dobbiamo inventarci una soluzione o un complesso di soluzioni, queste sì creative e innovative, per non perdere la casa comune, cioè noi stessi. Per non perdersi bisogna rinnovarsi, profondamente. Insomma, facciamoci vedere chi siamo.
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