![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 9 LUGLIO 2002 |
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Il filosofo Michel
Henry, mistico cristiano e uno dei maggiori pensatori francesi dell'ultimo
mezzo secolo, è morto ad Albi, in Linguadoca, all'età di 80 anni. Fautore di un
"pensiero dell'interiorità", Henry ha proposto una nuova visione
dell'Alterità.
Sostenuto da
un'ardente fede religiosa, Michel Henry ha indagato in forme nuove la
fenomenologia del "Dio vivente" e al tempo stesso è stato attento ai
temi di quella che lui chiamava la "Vita". Fin dalla pubblicazione di
"L'essenza della manifestazione" (1963), Michel Henry fu definito
"il nuovo Henri Bergson", il filosofo dello "slancio
vitale". Nato a Haiphong nel 1922, Michel Henry ha insegnato per quasi
quarant'anni filosofia teoretica all'Università di Montpellier. È stato anche
romanziere.
Henry è
stato uno dei principali esponenti del cosiddetto "tornante
teologico" della fenomenologia, che ha cercato cioè di "aprire
nuovamente la filosofia contemporanea alla trascendenza, alla parola di Dio,
all'invisibile". La speculazione filosofica di Henry ha cercato di tenere
insieme le istanze di Husserl, il fondatore della fenomenologia, con
l'analisi esistenziale di Heidegger, il pensiero cristiano di Cartesio e il
misticismo medioevale di Maestro Eckhart.
Il pensiero elaborato da Henry si è confrontato da un lato con la psicoanalisi di Sigmund Freud ("Geneaologia della psicoanalisi", 1985) e dall'altro con l'arte astratta ("Vedere l'invisibile", 1988), fino all'inattesa rivalutazione dell'ideologo comunista Marx qualificato come "uno dei primi pensatori cristiani dell'Occidente" ("Marx. Una filosofia della realtà.