RASSEGNA STAMPA

1 LUGLIO 2002
STEFANO CARLI
L'etica d'impresa al centro del master

Nel corso di perfezionamento della Bocconi dedicato alla strategie aziendali in grande evidenza i temi della trasparenza, della responsabilità e della corporate governance. Una lunga tradizione

Gli scandali a ripetizione che stanno squassando le borse mondiali, la crisi di fiducia di investitori e risparmiatori sulla correttezza, trasparenza e infine sulla veridicità dei bilancio aziendali stanno portando in primo piano la necessita di rimettere con forza l'accento sui valori etici del mondo degli affari. Il terremoto si sta abbattendo sia sul mondo della formazione che su quello delle categorie professionali coinvolte: dai broker agli analisti finanziari, dai banchieri di investimento ai consulenti aziendali. Le categorie professionali pensano soprattutto, in questa fase, a tamponare l'emergenza e la crisi di credibilità rivedendo i sistemi di accesso alle professioni, pensando, anche nel mondo anglosassone, a riformare quelli che fino ad oggi sono stati dei meri elenchi burocratici in veri e propri albi. Chi sta pensando a strategie di più ampio respiro è invece il mondo della formazione universitaria e post laurea.

Alla London Business School stanno pensando di rafforzare fin dal prossimo anno le tematiche relative alla redazione dei bilanci e alle loro implicazioni giuridiche. Altri atenei, come quello di Reading, hanno in programma l'introduzione nelle facoltà economiche di temi relativi all'etica e ai conflitti di interesse.

In Italia, questa volta, l'input non arriva dall'estero (e tantomeno, in questo caso, dal mondo anglosassone): ad ottobre prossimo la nuova edizione del master in Strategia Aziendale della Bocconi parte con un programma in cui lo spazio dedicato ai temi della trasparenza, della corporate governance e della responsabilità delle imprese è stato messo in ancora maggiore evidenza. Il programma sta per essere presentato in questi giorni ma è stato messo a punto da tempo. I temi etici, d'altra parte, non sono una novità per Bocconi. "Abbiamo una tradizione nell'etica di impresa che risale almeno agli anni 60, con Carlo Masini e ora con Vittorio Coda spiega Carlo Alberto Carnevale Maffè, coordinatore del master in strategia aziendale di Bocconi E' proprio in virtù di questa lunga tradizione di ricerca e di elaborazione su questi temi che abbiamo deciso che il luogo migliore per trasmetterli è un master in strategia aziendale. Un master perché ci rivolgiamo così a dei neolaureati che hanno già delle solide basi economiche; ma sono al tempo stesso dei giovani che ricevono in una fase cruciale della loro formazione dei valori fondamentali: primo tra tutti il fatto che senza etica e senza un sistema di valori condivisi non c'è capitalismo. Per questo dunque la collocazione in un corso di "strategia aziendale", quindi nel cuore dell'impresa, lì dove si elaborano le scelte che hanno a che fare con la vita stessa di un'azienda".

Che l'etica sia una questione vitale e non un valore astratto è testimoniato anche dai risultati di un sondaggio condotto in Francia tra i dirigenti delle piccole e medie imprese e pubblicato di recente sulla Tribune. Ne emerge che per il 45% degli intervistati le frodi aziendali sono dovute alla mancanza di etica da parte dei manager. E che questo provoca danni sensibili al giro d'affari: l'85% dei dirigenti di piccole e medie imprese che hanno risposto al sondaggio ha affermato che avrebbe interrotto le relazioni d'affari con imprese coinvolte in episodi di frode; percentuale che sale al 90% nel settore dei servizi.

La correttezza degli affari non può però limitarsi agli effetti negativi prodotti dalla sua mancanza. E in questo è da sottolineare una differenza sostanziale nella cultura del business da una parte all'altra dell'Atlantico. Una differenza che si rileva a partire dalla differente accezione del termine "strategia" quando è riferito alle attività di un'impresa.

"Negli Stati Uniti il termine strategia mantiene una accezione militaresca spiega ancora Carnevale Maffè parla di competizione, di confronti vissuti come battaglie. Da noi invece, la strategia ha a che fare con l'equilibrio che deve essere raggiunto tra gli obiettivi economici e i valori di fondo di un'impresa. Il successo economico non deve portare all'esclusione dal contesto sociale. In altri termini, un'impresa non è solo il luogo di creazione di valore economico, non serve solo a produrre soldi, In Europa, e in Italia in particolare c'è una lunga tradizione in tal senso, l'impresa ha anche una responsabilità istituzionale, deve "creare valore" ma deve anche creare "valori". E proprio in questo secondo aspetto gli anni 80 e 90 hanno portato profondi sconvolgimenti. Per molti di questi anni, purtroppo, in giro per il mondo sono state addestrate truppe di lanzichenecchi con un unico obiettivo: creare valore, nel senso di denaro, e fuggire. E' ora che il capitalismo ricominci a riflettere su se stesso, cosa che non ha fatto negli ultimi 20 anni. E quello che vogliamo insegnare ai giovani che seguiranno il nostro master è che il mercato ha bisogno di regole, intese come espressione di valori condivisi. Senza questi valori non si va da nessuna parte".
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