RASSEGNA STAMPA

18 GIUGNO 2002
FRANCO GABICI
Atomi in viaggio

Scienziati australiani annunciano: un successo l'esperimento di "teletrasporto". Ma più che a "Star Trek" l'industria pensa ai computer

La notizia arriva dall'Australia: una équipe dell'Università nazionale di Canberra guidata dal fisico Ping Koy Lam avrebbe compiuto un importantissimo passo verso la realizzazione di quel "teletrasporto" che per molto tempo è uno dei piatti forti dell'universo fantascientifico di "Star Trek". Se è vero, come dicono i saggi cinesi, che tutti i grandi cammini hanno inizio con un primo piccolissimo passo, quei cento centimetri fatti percorre ad un raggio laser dai fisici australiani hanno dell'incredibile. Perché non si è trattato di un semplice "viaggio", ma di una faccenda molto più straordinaria. Il raggio laser, infatti, è stato "smontato" a una estremità di un sistema di comunicazione ottico e successivamente è stato "rimontato" un metro più avanti. Su questa idea del "teleporting" stanno in realtà lavorando da tempo sei gruppi di scienziati in laboratori sparsi un po' in tutto il mondo e si sta avanzando su questa strada a piccoli passi, ma con grande frenesia perché sono in gioco straordinarie rivoluzioni, tra cui la realizzazione di computer milioni di volte più veloci degli attuali. Avevano cominciato alcuni fisici della California con esperimenti di "teleporting" usando solamente "fotoni" (che sarebbero gli "atomi" di luce), quindi lo scorso ottobre ad Aarhaus, in Danimarca, alcuni fisici presentarono un progetto teorico della possibilità di teletrasporto per atomi. Ora si è fatto sicuramente qualcosa di più, "perché - come ha annunciato Ping Koy Lam, - possiamo catturare miliardi di fotoni, distruggerli e ricrearli altrove. E dopo il laser proveremo con gli atomi e quindi con gli oggetti". Lo stesso Ping, però, ammette che la cosa non sarà di facile realizzazione in tempi brevi. Detto in altri termini la gente non deve credere che sia imminente la possibilità di realizzare il cosiddetto "teletrasporto" materiale. Questi giochetti, almeno per il momento, funzionano solamente nel non facile mondo della meccanica quantistica, nel quale due particelle distanti possono avere in comune delle "correlazioni" secondo una connessione nota come "quantum entanglement". Detto in altre parole, se due particelle hanno le stessa proprietà, sarà sufficiente trasportare da un punto all'altro queste "proprietà" in un altro punto dello spazio per ottenere una duplicazione esatta della particella iniziale. Sarà sufficiente, dunque, trasferire soltanto l'informazione quantistica e non le particelle stesse. Ma se tutto questo può essere facile per una particella singola, altrettanto non può dirsi per un corpo umano, che è composto da un numero di particelle esprimibile da un uno seguito da almeno 28 zeri. E poi non sarà facile, ad esempio, dedurre una "informazione" da un corpo umano e poi ricombinarla di nuovo in materia. Come vedete, quel metro fatto "percorrere" da un laser è proprio piccolo piccolo e per spostare cose e persone con il "teletrasporto" dovremo aspettare parecchio.

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