RASSEGNA STAMPA

2 GIUGNO 2002
ANNA DELLA MORETTA
Scienza ed etica, insieme

Cellule staminali: sì alla ricerca, ma per il bene dell'uomo

Il card. Ersilio Tonini al convegno promosso dai medici cattolici e dalla laurea per infermieri

Bisogna scegliere una linea di ricerca positiva, che si basi su un rigoroso esame etico degli obiettivi, dei metodi e delle conseguenze per essere al servizio del bene e dell'uomo. Scienza ed etica possono essere coniugate in modo virtuoso e servire tutti gli esseri umani, dunque anche i più deboli ed indifesi. "La scienza lascia intravedere altre vie di intervento terapeutico che non comportano nè clonazione nè prelievo di cellule embrionali, bastando a tale scopo l'utilizzazione di cellule staminali prelevabili in organismo adulti. Su questa via dovrà avanzare la ricerca se vuole essere rispettosa della dignità di ogni essere umano, anche allo stato embrionale", aveva detto Papa Giovanni Paolo II intervenendo al XVIII Congresso internazionale della società dei trapianti che si è svolto a Roma nell'estate del 2000. Il Santo Padre, allora, diede un'indicazione pienamente accessibile alla ragione. Dunque, una possibilità di rendere compatibile quello che è strettamente scientifico e quello che è dettato da un codice etico e fideistico del singolo. Ma scienza ed etica devono anche essere consapevoli che l'essere umano non è eterno e che la morte è un evento naturale da considerare come parte integrante della vita. Dunque, sì alla ricerca - quella scientifica sul Genoma è un dovere - ma no all'accanimento e alla manipolazione dell'uomo e di sue parti per un presunto bene dell'umanità. Questo l'orientamento emerso dal convegno su "Cellule staminali umane post-natali: prospettive cliniche nel rispetto della vita" che si è svolto ieri in San Barnaba su iniziativa della sezione bresciana dell'Associazione medici cattolici italiani, presieduta dal dott. Massimo Gandolfini e del Corso di laurea in infermiere dell'Università Cattolica di Roma e che si svolge alla Casa di cura Poliambulanza. Tra i molti autorevoli interventi, anche quello del cardinale Ersilio Tonini, arcivescovo emerito di Ravenna. Al termine dei lavori, il saluto del Vescovo di Brescia, mons. Giulio Sanguineti. Esistono, allo stato attuale della ricerca, prospettive cliniche che abbiano come prioritario il rispetto della vita? "Bisogna procedere con criteri rigorosi e standardizzati nella tipizzazione genetica, molecolare e citologica (delle cellule) delle diverse linee di cellule staminali isolate dai vari tessuti umani secondo procedure che non attentino all'integrità somatica e alla vita del donatore. Questo consentirà di poter ottenere informazioni riproducibili e verificabili sul loro potenziale replicativo ed epigenetico ed orientare il percorso verso la fase pre-clinica e clinica della ricerca in modo obiettivo e promettente - ha spiegato il prof. don Roberto Colombo, direttore dell'Unità di ricerca di Biologia e Genetica umana dell'Università Cattolica di Milano -. Inoltre, non ci si deve avventurare in esperimenti pilota di fase clinica senza avere definito un protocollo che evidenzi che lo stato di avanzamento delle conoscenze in vitro e sull'animale da esperimento è tale da giustificare la vera utilità per il bene dei pazienti di procedere al tentativo di terapia cellulare e da escludere rischi sproporzionati per la loro salute e la loro vita. La ricerca clinica sulla terapia cellulare non può autocostituirsi come "ragione a statuto scientifico autonomo" rispetto al resto della ricerca clinica, ma deve assumere tutti i criteri metodologici, procedurali ed etici delle norme di buona pratica clinica". "Sulle discussioni che riguardano l'utilizzo dell'embrione congelato per fini terapeutici, la cosa che più mi impressiona è il fatto che il pensiero umano venga umiliato e venga ignorata la disciplina che ci consente di vivere insieme e di avere responsabilità", ha detto il card. Tonini, in un intervento nel quale tra aneddoti e dotte citazioni ha rimarcato come "sembra di essere in un'epoca in cui si debba pensare alla ricreazione dell'uomo: ma non credo proprio che la nostra ricreazione possa essere di nostra competenza".
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