RASSEGNA STAMPA

29 MAGGIO 2002
DAVIDE MONDA
EZIO RAIMONDI E LE ASTUZIE DELLA PAROLA

E' noto come, negli ultimi quarant'anni, parecchi studiosi europei e nordamericani si siano interrogati sull'attualità della retorica, nonché delle forme e delle tecniche che le sono proprie. Se la retorica è l'arte di comunicare con efficacia al fine di guadagnare un pubblico alla propria causa, e la riflessione sugli strumenti grazie ai quali è possibile ottenere tale effetto, ben vediamo quale importanza possa rivestire ancor oggi, nella nostra società globalizzata e dominata - talora dispoticamente - dai mass media.

Questa è senz'altro una delle questioni che sono al centro de La retorica d'oggi (Bologna, Il Mulino 2002, pp.112, E 9,30) di Ezio Raimondi, uno dei pochi intellettuali italiani di respiro autenticamente europeo.

La retorica, metafora della vita

Nei quattro saggi compresi ne La retorica d'oggi, Ezio Raimondi - che proprio oggi, alle 15 parlerà nell'Aula Magna dell'Università di Bologna, con il grande pedagogista Jerome Bruner, sul tema della "Narrazione in ambito educativo" - si sofferma in special modo sul problema della retorica come metafora, sulle logiche e le "tattiche" che regolano i rapporti fra gli uomini - di cui evidenzia con acutezza, fra l'altro "la natura eminentemente retorica" - per giungere infine a interrogarsi "sulla retorica intesa come elemento preciso dell'argomentazione e del ragionamento, muovendo dalla prassi quotidiana alle dinamiche del pensiero" (p.76). Inoltre, il critico ripercorre con la sapienza e la raffinatezza di sempre alcune delle tappe principali compiute dal pensiero occidentale in ordine alla riflessione su questa particolare conoscenza della parola - giova forse ricordarlo - che ha conservato un ruolo tutt'altro secondario fra le discipline d'insegnamento sino all'Ottocento: in effetti, se si escludono l'Età dei Lumi e il Romanticismo, da Aristotele agli Umanisti, dal Tesauro a Nietzsche, dal Curtius a Hans Georg Gadamer, questo volto non di rado "strategico" della comunicazione fra gli uomini è stato oggetto costante, nelle sue molteplici ed eterogenee manifestazioni, di uno studio insieme lucido e appassionato.

Le nuove forme del comunicare

Nel corso del XX secolo, come ricorda opportunamente Ezio Raimondi, e soprattutto intorno agli anni '60, si è assistito a una notevole e, per certi versi, sorprendente ripresa d'interesse per l'argomento: una tappa fondamentale in questo senso è stata senza dubbio la pubblicazione di Verità e metodo (1960) di Gadamer "dove si legavano insieme ermeneutica e retorica". "E' anche vero - precisa poi lo studioso - che nel momento in cui la filosofia rinunzia alla pretesa dell'assoluto e comincia a sentirsi come discorso - e come discorso non soltanto letterario - anche la retorica diventa un elemento essenziale del proprio indagare e del proprio farsi". Tale ripresa d'interesse è andata in seguito via via aumentando, non disgiunta da una viva attenzione per le nuove, diverse forme del comunicare, al punto che, per dirla ancora con l'Autore, "senza una conoscenza della parola e delle astuzie che ne reggono i rapporti intersoggettivi, diventa difficile oggi pensare, se ha ancora un senso, a uno spirito critico di tipo democratico".
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