![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 29 MAGGIO 2002 |
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E' noto
come, negli ultimi quarant'anni, parecchi studiosi europei e nordamericani si
siano interrogati sull'attualità della retorica, nonché delle forme e delle
tecniche che le sono proprie. Se la retorica è l'arte di comunicare con
efficacia al fine di guadagnare un pubblico alla propria causa, e la riflessione
sugli strumenti grazie ai quali è possibile ottenere tale effetto, ben vediamo
quale importanza possa rivestire ancor oggi, nella nostra società globalizzata
e dominata - talora dispoticamente - dai mass media.
Questa è
senz'altro una delle questioni che sono al centro de La retorica d'oggi
(Bologna, Il Mulino 2002, pp.112, E 9,30) di Ezio Raimondi, uno dei pochi
intellettuali italiani di respiro autenticamente europeo.
La retorica,
metafora della vita
Nei quattro
saggi compresi ne La retorica d'oggi, Ezio Raimondi - che proprio oggi, alle 15
parlerà nell'Aula Magna dell'Università di Bologna, con il grande pedagogista
Jerome Bruner, sul tema della "Narrazione in ambito educativo" - si
sofferma in special modo sul problema della retorica come metafora, sulle
logiche e le "tattiche" che regolano i rapporti fra gli uomini - di
cui evidenzia con acutezza, fra l'altro "la natura eminentemente
retorica" - per giungere infine a interrogarsi "sulla retorica intesa
come elemento preciso dell'argomentazione e del ragionamento, muovendo dalla
prassi quotidiana alle dinamiche del pensiero" (p.76). Inoltre, il critico
ripercorre con la sapienza e la raffinatezza di sempre alcune delle tappe
principali compiute dal pensiero occidentale in ordine alla riflessione su
questa particolare conoscenza della parola - giova forse ricordarlo - che ha
conservato un ruolo tutt'altro secondario fra le discipline d'insegnamento sino
all'Ottocento: in effetti, se si escludono l'Età dei Lumi e il Romanticismo, da
Aristotele agli Umanisti, dal Tesauro a Nietzsche, dal Curtius a Hans Georg Gadamer,
questo volto non di rado "strategico" della comunicazione fra gli
uomini è stato oggetto costante, nelle sue molteplici ed eterogenee
manifestazioni, di uno studio insieme lucido e appassionato.
Le nuove
forme del comunicare
Nel corso del XX secolo, come ricorda opportunamente Ezio Raimondi, e soprattutto intorno agli anni '60, si è assistito a una notevole e, per certi versi, sorprendente ripresa d'interesse per l'argomento: una tappa fondamentale in questo senso è stata senza dubbio la pubblicazione di Verità e metodo (1960) di Gadamer "dove si legavano insieme ermeneutica e retorica". "E' anche vero - precisa poi lo studioso - che nel momento in cui la filosofia rinunzia alla pretesa dell'assoluto e comincia a sentirsi come discorso - e come discorso non soltanto letterario - anche la retorica diventa un elemento essenziale del proprio indagare e del proprio farsi". Tale ripresa d'interesse è andata in seguito via via aumentando, non disgiunta da una viva attenzione per le nuove, diverse forme del comunicare, al punto che, per dirla ancora con l'Autore, "senza una conoscenza della parola e delle astuzie che ne reggono i rapporti intersoggettivi, diventa difficile oggi pensare, se ha ancora un senso, a uno spirito critico di tipo democratico".