RASSEGNA STAMPA

26 MAGGIO 2002
GIORGIO COSMACINI
Parodi, miti e modelli della medicina

Storie della medicina : l'uso del plurale è legittimato dal fatto che il libro (Alessandra Parodi, "Storie della medicina", Edizioni di Comunità, pagine 309, euro 22) preferisce alla cronologia delle idee la loro modellistica storica. Si tratta infatti di un testo che procede non per eventi, ma per modelli, e per miti: dai miti e modelli della medicina sacra a quelli ippocratici, dogmatici ed empirici della medicina laica occidentale nata nella Grecia antica; dai modelli strutturali e funzionali dell'anatomia e fisiologia moderne a quelli microbiologici della batteriologia ottocentesca; dai miti e modelli ambientalistici di ieri e di oggi a quelli biomolecolari e genomici di oggi e di domani. Il libro, inoltre, dedica ampio spazio alla medicina che contraddice se stessa, nuocendo anziché giovare, e alla medicina che si oppone o contrappone, a seconda che più piaccia, alla medicina cosiddetta ufficiale. Queste "storie" si intrecciano fra loro, in percorsi non lineari e spesso a controsenso, dimostrando che la "storia delle storie", cioè la medicina nel suo divenire, è fatta di conoscenze e di pratiche, di parole e di gesti, di cui la maggior parte non è né totalmente vecchia, né totalmente nuova. Sotto questo aspetto le pagine di Alessandra Parodi si rivelano particolarmente utili, offrendo al lettore una visione d'insieme su molti dei compiti a cui è chiamata la medicina nella nostra società. L'autrice, studiosa nel campo della filosofia della scienza, deve molto ai suoi studi. Ma è convinzione di chi scrive che ella debba una parte del suo "buon libro" all'essere la figlia di un "buon medico", alla cui memoria il libro è dedicato. Leggiamo: "Anni Cinquanta, reparto di medicina interna di un ospedale italiano. Gli infermieri chiamano un giovane medico volontario e gli mostrano, inorriditi e divertiti, il letto di un ricoverato per polmonite. Ai piedi del paziente, sotto le lenzuola, giace un coniglio sventrato. Il paziente spiega che l'hanno portato i suoi familiari, perché il sangue dell'animale aiuta a tirar via la malattia e ad accelerare la guarigione. La storia del paziente con il coniglio mi è stata raccontata da mio padre, che la visse agli inizi della professione". La tecnomedicina d'oggi, a cui siamo debitori di una maggior quantità e di una miglior qualità di vita, non può prescindere dalla psicologia dei pazienti che cura.
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