RASSEGNA STAMPA

18 APRILE 2002
ROBERTA MODUGNO CROCETTA
La scelta di Novak, legare il capitalismo all'etica cattolica

«Un'economia prevalente­mente di mercato; una forma di governo rispettosa dei dirit­ti della persona alla vita, alla libertà e al perseguimento del­la felicità; e un sistema di isti­tuzioni culturali animate da ideali di libertà e giustizia per tutti».  Questa l'idea di capitali­smo democratico, centrale nel pensiero del politologo cattolico americano Michael Novak (1933).  La ventata di aria nuova che negli ultimi anni sta arricchendo il nostro panorama culturale di una vasta letteratura libe­rale questa volta si deve a Flavio Felice, che con il pri­mo saggio italiano dedicato all'opera e alla figura di Michael Novak (Capitalismo e cristianesimo.  Il perso­nalismo economico di Michael Novak, Rubbettino, pagg. 235, euro 13,50) porta all'attenzione del pubblico il tema della relazione tra capitalismo e cristianesimo.  Relazione non sempre facile, spesso rifiutata a causa di pregiudizi e di un'idea poco chiara di giustizia sociale, troppe volte confusa con un sistema politico ed econo­mico che rende gli individui dipendenti dall'assistenzialismo.

Nel pensiero di Novak la libertà di intrapresa e un capitalismo mai disgiunto dal rule of law e da un solido contesto giuridico e politico vanno di pari pas­so con l'essenza più profonda dell'antropologia cri­stiana e con la dottrina della Chiesa cattolica. L'antro­pologia cristiana attribuisce una soggettività creativa all'essere umano in quanto immagine del Dio creato­re. Ebbene la capacità umana di inventare, creare e innovare è dunque in sintonia con la stessa natura dell'individuo ed è in perfetta consonanza con la liber­tà di mercato e, nello specifico, con un sistema di capitalismo democratico.

Flavio Felice evidenzia come Novak, analizzando le encicliche papali a partire dalla Rerum Novarum di Leone XIII sino alla sollicitudo rei socialis e alla Centesi­mus annus di Giovanni Paolo II, abbia potuto fondare una prasseologia in evidente armonia con la dottrina sociale della Chiesa. Proprio la Centesimus annus rap­presenta uno straordinario tentativo di porre le basi per un collegamento tra antropologia cristiana e liber­tà politica, economica e culturale, vale a dire quella struttura sociale tripartita nella quale Novak identifica il capitalismo democratico. «Se con capitalismo - scri­ve il Pontefice - si indica un sistema economico che riconosce il ruolo fondamentale dell'impresa, del mer­cato, della proprietà privata e della conseguente re­sponsabilità per i mezzi di produzione, della libera cre­atività umana nel settore dell'economia, la risposta è certamente positiva.

Fondamentale il contribu­to di Novak al dibattito sulla giustizia sociale.  Riconoscen­do la centralità della società ci­vile piuttosto che dello Stato nell'ambito della giustizia so­ciale, Novak sposta i termini del dibattito sul principio di sussidiarietà, sottolineando come l'idea di giustizia socia­le non preveda necessaria­mente il rafforzamento della presenza dello Stato, quanto lo sviluppo di quelle associazioni intermedie che agiscono concretamente nella vi­ta della Comunità.

Ebbene, anche in questo caso le basi teoriche di que­sta idea sono rintracciabili nella Centesimus annus: «Una società di ordine superiore non deve interferire nella vita interna di una società di ordine inferiore, pri­vandola delle sue competenze, ma deve piuttosto so­stenerla in caso di necessità. Lo Stato assistenziale provoca la perdita di energie umane e l'aumento esage­rato degli apparati pubblici».
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