RASSEGNA STAMPA

12 APRILE 2002
ANTONIO BOSCHI
Ricerca scientifica e morale: confronto aperto

Il convegno sulla "Bioetica": la sacralità della vita e le conquiste della scienza

Bioetica: un parola che mai come in questi anni occupa le prime pagine dei giornali. Dalla fecondazione artificiale, all'ingegneria genetica alla eutanasia: argomenti che ripropongono l'eterno conflitto tra fede e scienza. E partendo proprio da queste parole, ricordate dal direttore di "Libertà" Gaetano Rizzuto alla platea dell'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, si è aperta la tavola rotonda sulla "Bioetica". Ha aperto i lavori Francesca Zanuso, professore di filosofia del diritto a Verona, che ha ricordato come tra bioetica laica e cattolica non si possa porre un limite oggettivo. In altre parole, ha detto la studiosa, parlando della tutela dell'embrione, il cosiddetto limite del 14° giorno, entro il quale si potrebbe utilizzare l'embrione per la ricerca scientifica, non ha pretese di oggettività in quanto è stato fissato a livello ipotetico dagli stessi ricercatori. Secondo la Zanuso non spetta dunque al mondo della scienza stabilire i limiti di ciò che è lecito, ma piuttosto bisognerebbe rifarsi alla Costituzione. Di tutt'altro avviso Maurizio Mori, professore di Bioetica all'Università di Torino e segretario della Consulta bioetica. L'etica della sacralità della vita prevede dei divieti assoluti ma, secondo lo studioso, appartiene al passato e viene erosa ogni volta che si compiono nuove scelte in campo medico e biologico. "Il divieto di clonazione terapeutica - ricorda Mori - è equivalente al divieto del 1800 per la vaccinazione. "Questo non significa che bisogna accettare tutto - dice Mori - ma bisogna avere un atteggiamento di valutazione oculata delle opportunità scientifiche senza preclusioni". "Il medico e l'eutanasia" è l'argomento che invece ha affrontato il chirurgo piacentino Giorgio Macellari. "L'eutanasia suscita molte paure ma dovrebbe essere riportata nella sua origine etimologica di "buona morte"". Per Macellari chi propone l'eutanasia non vuole porre in atto omicidi ma un processo medicalizzato del morire: "accompagnare le persone che sono in vita e che soffrono verso una morte che sia decorosa". L'allarme per le nuove frontiere dell'ingegneria genetica è stato invece richiamato da don Bruno Fasani, giornalista e noto opinionista. "Di fonte alle nuove scoperte scientifiche perdiamo di vista l'essenza della persona: i diritti dell'uomo non appartengono alla chiesa ma all'umanità. Dopo duemila anni rischiamo di mettere all'angolo il concetto di persona e il rispetto che va dovuto all'uomo". La persona che nasce diventerebbe dunque un oggetto da manipolare. E in questo contesto don Fasani lancia un altro allarme: dietro l'ingegneria genetica si muovono poteri forti: economia e politica. E infine un avvertimento: "Non diamo delle legittimazione culturali a dei fenomeni aberranti: anche il razzismo quando è iniziato ad apparire era fondato su basi medico culturali e scientifiche. Insomma, non torniamo al mito della razza".
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