![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 9 APRILE 2002 |
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E' la nuova
frontiera della riproduzione assistita. La sfida delle sfide, lanciata da una
coppia di lesbiche di Washington, Sharon Duchesneau e Candy McCullough,
decisissime a realizzare un sogno che farà discutere.
Una scelta
di vita
Entrambe
sono sorde dalla nascita, vivono assieme da otto anni e quando hanno deciso di
diventare mamme hanno volutamente scelto un donatore di sperma affetto da
sordità congenita. Volevano un figlio non udente, a loro immagine. E il
donatore vanta un "pedigree" con cinque generazioni di non udenti. Il
risultato si è visto quattro mesi fa, quando la Duschesneau, scelta per
l'inseminazione, ha dato alla luce a Gauvin Hughes, un maschietto bello,
robusto, e completamente sordo.
Gli ultimi
test audiometrici condotti sul bebè lo dimostrano. "Avere un figlio -
confida Sharon - è una benedizione, un figlio sordo è una benedizione
speciale".
Le due mamme
non hanno alcuna intenzione di dotare Gauvin di un apparecchio acustico:
deciderà lui, se vuole, quando sarà grande.
Questione di
filosofia di vita. Le due sono terapiste per non udenti, appartengono a un
crescente movimento negli Usa che vede la sordità non come un handicap, ma come
un'identità culturale.
Sharon e
Candy condividono l'ideologia di "Deaf", il movimento che si batte
per i diritti e l'orgoglio dei sordi e considerano la loro sordità come
un'identità, non una malattia da curare.
Ma la
decisione delle due donne ha subito provocato polemiche negli Usa:
"Privare un bimbo della naturale facoltà dell'udito è
un'aberrazione", protesta Peter Garrett, direttore delle ricerche
dell'organizzazione Life criticando un principio che, portato alle sue estreme
conseguenze, potrebbe essere esteso, secondo lui, ad altri handicap come la
cecità o il nanismo.
"Non
posso immaginare che qualcuno possa voler mettere al mondo un bambino
disabile", aggiunge Nancy Rarus, dell'associazione nazionale di difesa dei
non udenti.
Ma non c'è
garanzia
Non è
comunque detto che la strada scelta da Sharon e Candy ottenga sempre l'effetto
voluto. Scegliere un donatore di spermatozoi sordo non basta per avere la
certezza di avere un bambino con uguale difetto genetico.
Lo ha detto
uno dei massimi esperti della genetica della sordità, Paolo Gasparini,
dell'università di Napoli.
"Il
quadro che si delinea è estremamente complesso - ha rilevato Gasparini - e non
c'è alcuna certezza che la coppia di lesbiche raggiunga il suo obiettivo. A
meno che non si sottopongano a un test genetico per verificare qual è il
difetto della donatrice dell'ovocita, in modo da trovare un donatore di
spermatozoi con lo stesso difetto".
Sono almeno 60 i geni coinvolti nella sordità e, di questi, soltanto una piccola parte (poco più di una dozzina) è stata finora individuata. Insomma, molto è ancora lasciato al caso....