RASSEGNA STAMPA

3 APRILE 2002
GIORGIO RUMI
Rusconi: Chiesa «supplente» Adornato: no al liberismo etico

«Oggi come non mai la cultura cattolica gode in Italia di grande deferenza pubblica, la gerarchia ecclesiastica raccoglie frequenti zelanti omaggi»; eppure «aumentano le difficoltà» con la cultura laica.
La constatazione viene da uno dei più accreditati osservatori della cosiddetta «religione civile», il sociologo Gian Enrico Rusconi, che da essa parte per la sua analisi su «Laici e cattolici oggi», pubblicata nel volume a più voci «Laici o laicisti? Un dibattito su religione e democrazia» (Libri Liberal, pp. 192, euro 11). Anche se prevale «il desiderio di evitare lo scontro frontale», nota Rusconi, «laici e cattolici oggi in Italia sono in rotta di collisione». La nazione «si ritrova alla fine senza un'autentica cultura repubblicana unificante» e la Chiesa «assume gradualmente atteggiamenti che non è fuori luogo qualificare come civil-religiosi». Una supplenza espressa ad esempio con Paolo VI durante il caso Moro o don Puglisi nella lotta alla mafia.
Nello stesso libro (la cui prefazione di Giorgio Rumi pubblichiamo qui sopra) rispondono a Rusconi i filosofi Vittorio Possenti e Ferdinando Adornato. Il primo segnala che la «laicità è un'idea cristiana, anzi cristica perché fa parte dell'insegnamento del fondatore del cristianesimo sulle diverse spettanze di Cesare e di Dio», contesta però che tale concetto venga spesso cambiato con quello di «laicismo»: ovvero con l'obbligo ad agire nel politico «come se Dio non ci fosse» (espressione di Bonhoeffer esaminata anche da don Vittorio Morero nel suo intervento). Adornato nota l'anomalia che in Italia chiunque stia contro l'aborto passi subito per «clericale»: «Dio non può dettare leggi a una democrazia. Può vivere, però, nella coscienza di chi fa le leggi»; né il «liberismo etico» garantisce di per sé un più alto livello di democrazia.
Perciò un altro sociologo, Sergio Belardinelli, tenta di trovare il punto di contatto tra cattolici e laici: «Nelle sue varianti migliori, la religione civile esprime una dimensione religiosa che si incarna poco a poco nell'ethos di una determinata comunità politica, contribuendo a tenere vivo il senso di alcuni valori senza i quali la qualità civica di tale comunità degrada».
«Un nuovo patto» tra etica laica e religiosa auspica anche il cardinale Camillo Ruini, che nel suo intervento lo individua nell'«affermazione del primato del soggetto nel riconoscimento del suo costitutivo aprirsi e rapportarsi alla realtà... Non immagino una specie di riconciliazione universale, in cui tutte le differenze spariscano, ma penso possibile ed estremamente vantaggioso che correnti importanti si muovano in questa direzione».
Da ultimo il teologo Georges Cottier richiama la «crisi dell'idea stessa di diritto naturale»: ormai «la legge è espressione della forza» e, alla fine, «tutto si gioca nell'immanenza»; «Alcuni penseranno che, anche ridotta a questo ruolo, la democrazia potrebbe esercitare una funzione utile per la pace sociale. Questo non è del tutto falso ma gravemente insufficiente»..
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