RASSEGNA STAMPA

23 MARZO 2002
GIORGIO COSMACINI
Chi falsifica la verità della genetica

Impostori della genetica ? Chi sono mai questi cattivi interpreti o interlocutori di una scienza che negli ultimi vent'anni ha evidenziato il ruolo dei geni in centinaia di malattie, portando "prima all'identificazione e poi alla decifrazione dei messaggio (bio) molecolari"? Sono tutti coloro che, risponde l'immunologo francese Bernard Jordan (direttore del Centre National de la Recherche Scientifique), ("Gli impostori della genetica", Einaudi, pagine 188, euro 13) "accolgono con favore le teorie che ritengono il destino delle persone definito dai loro geni a scapito della loro educazione, del loro ambiente e delle loro condizioni sociali, trovando così una giustificazione biologica all'esistenza di diseguaglianze che tendono a crescere". E aggiunge: "Gli impostori, i falsari, sono tutti coloro che contribuiscono a tale deriva, per leggerezza, per incoscienza, a volte per interesse". L'autore li enumera: scienziati imprudenti, ingenui o persino disonesti; i media , permanentemente alla ricerca di ciò che fa sensazione; gli uomini politici, che esitano ad affrontare questioni difficili (come la contraddizione tra diritto alle cure ed economia liberale); i cittadini che non si assumono le proprie responsabilità e che subiscono il fascino dell'idea del destino. In un passato non troppo lontano esisteva il mito dell'ambiente , tendente a massimizzare l'importanza dei fattori ambientali rispetto al patrimonio genetico. Oggi vige e vale piuttosto il contrario. La nuova frontiera della medicina tende a collocarsi nel disegnare il profilo genetico di ogni individuo, dando a ciascuno una sorta di "carta d'identità" personalizzata, descrittiva di pregi e difetti, con il corollario avveniristico di poter correggere questo o quel "vizio d'origine" e di poter costruire un "uomo del futuro" in grado di fruire di geni dotati di efficacia nel contrastare o annullare gli effetti nocivi dei "geni del male". Tutto ciò contribuisce a creare un mito del gene , tendente a sua volta a prolungarsi nella mitologia di una longevità biologica prossima a venir garantita. Ma l'homo sapiens ben sa che la sua salute, come non è interamente garantita da un utopistico "paese dell'eterna giovinezza", così non lo è da un presunto "elisir di lunga vita" fornitogli dai suoi genitori attraverso i suoi geni. In medio stat virtus , recita la sua antica sapienza.
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