![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 23 MARZO 2002 |
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L'Alta Corte autorizza una donna paralizzata a morire
Una donna
paralizzata dal collo in giù ha visto riconosciuto dall'Alta Corte britannica,
con una sentenza che fa storia, il diritto di decidere il distacco delle
apparecchiature che la tengono in vita.
La donna, 43
anni, ex dipendente dei servizi sociali, è ricoverata da un anno in ospedale in
seguito alla rottura di un vaso sanguigno all'altezza del collo che l'ha
completamente paralizzata bloccandole anche la capacità di respirare
autonomamente.
Secondo i
medici la donna, conosciuta solo come Signora B, ha solo l'1% di probabilità di
migliorare; ha così deciso di chiedere l'autorizzazione a morire facendo
staccare le apparecchiature.
La sentenza
è stata emessa dal Presidente della sezione famiglia dell'Alta Corte, Dame
Elizabeth Butler-Sloss, la quale ha riconosciuto a Miss B il diritto di morire
"in pace e con dignità".
I medici
dell'ospedale non avranno il diritto di rifiutare l'attuazione delle decisioni
della donna, alla quale è stata riconosciuta la capacità mentale necessaria per
dare o negare il consenso ai trattamenti medici. I medici sostenevano però che
se avessero avuto tempo avrebbero potuto cercare di migliorare la qualità della
vita della malata, il che avrebbe potuto farle cambiare idea, e inoltre si
erano opposti alla scelta perchè contraria al principio di difendere comunque
ogni vita umana.
Il caso di
Miss B ricorda la richiesta di Dyane Pretty, questa volta respinta dalla
magistratura britannica, di autorizzare il marito ad aiutarla a morire. La
Pretty, colpita da una sclerosi gravissima nel 1999, ha chiesto in più sedi,
compreso Strasburgo, di poter "morire con dignità".
Secondo
Francesco D'Agostino, esperto di bioetica, dal punto di vista strettamente
legale, è possibile anche in Italia che un malato ottenga la stessa
autorizzazione. Ma il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, esprime
perplessità su quanto deciso dall'Alta corte di Londra: "Così si legalizza
il suicidio. Mi auguro, che simili esempi non siano mai seguiti nel nostro
Paese".