RASSEGNA STAMPA

15 MARZO 2002
LUIGI FRISCIA
Karl Popper, il più grande filosofo della scienza mai esistito

Dario Antiseri presenta uno straordinario volume su un protagonista assoluto del secolo XX

"La credenza nella certezza scientifica e nell'autorità della scienza si riduce a un pio desiderio: la scienza è fallibile, perché la scienza è umana". Sono parole di Karl Raimund Popper, il più grande filosofo della scienza mai esistito, di cui quest'anno ricorre il centenario della nascita. A lui la casa editrice Rubbettino dedica uno straordinario repertorio fotografico, accompagnato da una serie di saggi di Dario Antiseri, docente di Metodologie delle scienze sociali presso la Luiss, intitolato: "Karl Popper. Protagonista del secolo XX".

Secondo Imre Lakatos le idee di Popper rappresentano "lo sviluppo più importante nella filosofia del secolo ventesimo; si tratta di un'impresa nella tradizione e al livello di Hume, Kant o Whewell". E’ proprio lo sviluppo delle idee di Popper viene delineato da Dario Antiseri: la prima guerra mondiale è la "finis Austriae"; gli anni di guerra e di miseria, e di sommovimenti politici nella Vienna del dopoguerra; gli anni di formazione e la successiva partecipazione di Popper alla riforma della scuola in Austria; i suoi rapporti con il lascito intellettuale della "Grande Vienna". E ancora, il suo atteggiamento critico nei confronti dei neopositivisti del "Wiener Kreis"; la sua opposizione a Freud; le sue discussioni con Einstein negli Stati Uniti; le sue critiche al marxismo; le affinità del razionalismo critico con l'epistemologia evoluzionistica di Konrad Lorenz. Infine lo scontro, a Cambridge, con Wittgenstein sulla natura dei problemi e delle teorie filosofiche; il dibattito che, a Tubinga, vide contrapposti, sulla logica delle scienze sociali, Popper e Adorno; le ragioni della società aperta e la devastazione dei presupposti teorici della società chiusa.
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