![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 21 FEBBRAIO 2002 |
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Domani a
Bologna si presenta Almagem, per un nuovo sviluppo della ricerca di base
La
mappatura del genoma umano, annunciata con grande enfasi due anni fa, non ha
rappresentato solo un grande avanzamento della conoscenza umana: ha segnato
soprattutto la consapevolezza di un nuovo inizio, o di una nuova grande fase
per la ricerca, quella della cosiddetta post-genomica. Per il nostro paese si
può dire che quell'evento abbia rappresentato anche un brusco risveglio. Pur essendo stato Renato Dulbecco uno dei
primi propugnatori negli anni '80 del Progetto Genoma, infatti, la ricerca
italiana ha segnato il passo per lungo tempo.
Ma a mappatura completata, non pochi hanno osservato che in realtà si
aprivano opportunità del tutto nuove e che per l'Italia era il momento di
rientrare pienamente in gioco, evitando di perdere nuove importanti
occasioni. Ora, benché dal punto di
vista degli investimenti pubblici per la ricerca la situazione non sia affatto
migliorata, e l'Italia continui a essere il fanalino di coda del mondo
industrializzato, c'è chi ha mostrato di credere fermamente in questa nuova
grande opportunità.
Per
la Fondazione Almagem, che verrà presentata domani a Bologna, investire nella
genetica significa appunto rilanciare la ricerca di base in tutte le scienze
della vita, favorendo nel contempo il rapporto, che nei prossimi anni sarà
sempre più stretto, tra genetica e medicina e tra queste e l'evoluzione dell'assistenza
sanitaria. La vera rivoluzione sarà
legata alla individuazione dei singoli geni, delle loro complesse funzioni, al
rapporto geni-proteine, e sul piano dell'industria farmaceutica sullo sviluppo
della "farmacogenomica", cioè allo sviluppo di farmaci sempre più a
misura del singolo paziente.
Questi
sono appunto i principali obiettivi che l'università di Bologna intende
perseguire con Almagem come osserva il rettore Ugo Calcolari, oltre al
potenziamento della ricerca medico-scientifíca all'interno del Policlinico
S.Orsola Malpigli di Bologna, la nuova fondazione si propone di «catalizzare
lo sviluppo di iniziative industriali nel campo della ricerca genetica e
genomica, purtroppo rare in Italia. La
Regione Emilia Romagna ha già garantito il suo supporto e di recente è stato
raggiunto un accordo di collaborazione con il McKusick-Nathans Institute of
Genetic Medicine della Johns Hopkins Medical School di Baltimora».
Domani alle 10,30 (nella sala VIII Centenario del rettorato, in via Zamboni, 33; per inf.- 051-304828 o 339-6492191) verrà presentato alla stampa il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Almagem: oltre al rettore Calzolari, interverranno il presidente di Almagem Guidalberto Guidi, i consiglieri Robert H. Evans (direttore Johns Hopkins University), Guido Gentili (direttore del «Sole-24 Ore»), Sonia Bonfiglioli, Diana Bracco de Silva, Augusto Cavina, Lucio Dalla, Federico Enriques, Piero Gnudi, Mario Jacchia, Amalia Maggioli, Umberto Paolucci, Andrea Monti, Alberto Romani, il direttore amministrativo della Fondazione Livio Montefameglio e il direttore scientifico Giovanni Romeo. Imprenditori, scienziati, giuristi, commercialisti, ma anche comunicatori, editori e artisti: una composizione che dovrebbe far comprendere che, tra le molte, nobili, intenzioni di Almagen vi è anche quella di contribuire alla diffusione a. un vasto pubblico delle conoscenze genetiche e biomediche.