RASSEGNA STAMPA

12 FEBBRAIO 2002
MARGHERITA DE BAC
"Perché ragionare sempre pensando all'ipotesi peggiore? Valutiamo invece quella migliore", suggerisce Cinzia Caporale, bioeticista laica dell'università di Siena e consulente di Sirchia in tema di procreazione assistita. E qual è la migliore?

"Ci sono vantaggi scientifici. Potranno essere salvati e curati bambini destinati ad essere abortiti. Oggi le tecniche di sopravvivenza al di fuori dell'utero materno sono scadenti, non esistono procedure efficaci per parti precoci e aborti spontanei".

Pensa a feti che a un certo punto della gravidanza vengono trasferiti in uteri di laboratorio?

"Non solo, penso anche alle conoscenze che potranno derivare da questi esperimenti. Ne sapremo molto di più sulle esigenze fisiologiche e nutritive del feto, si potranno trovare terapie per prevenire gli aborti spontanei. Inoltre... ".

Inoltre?

"Anche alla luce di questa prospettiva sono d'accordo con chi vuole restringere i tempi per l'aborto terapeutico, oggi consentito di fatto fino al sesto mese. Oggi i bambini che sopravvivono all'interruzione volontaria di gravidanza per legge devono essere rianimati".
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