![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 11 FEBBRAIO 2002 |
|
La prossima
settimana in Oklahoma si terrà un congresso scientifico, titolo insolito:
"La fine della maternità naturale?". Si può rispondere riportando
quanto ha scritto ieri The Observer . Alla Cornell University di New York hanno
costruito un utero artificiale che un giorno potrebbe essere utilizzato come
sostitutivo di quello femminile per far sviluppare gli embrioni e, forse,
un'intera gravidanza. Prospettiva rivoluzionaria per la cura della sterilità.
Pensiamo alle ipotetiche applicazioni. Pochi giorni fa il ginecologo Pasquale Bigotta
ha annunciato la nascita di due gemelli da due embrioni congelati, spediti a
San Francisco per corriere e trapiantati in una mamma surrogata. Se lo studio
della Cornell funzionerà non ci sarà più bisogno di ricorrere a questa
soluzione. Basterà che l'embrione sia affidato a un grembo costruito in
laboratorio. Il rischio è che nella procreazione uomo e donna diventino figure
secondarie, addirittura sostituibili se non fossero "fornitori" delle
cellule (ovulo e spermatozoo) necessari per la vita stessa.
Il prototipo
dell'utero artificiale è stato ottenuto coltivando cellule femminili. Si è
riusciti ad ottenere l'attecchimento dell'embrione e il successivo sviluppo.
"Ci auguriamo di creare nei prossimi anni uteri artificiali completi - ha
spiegato la dottoressa Hung Ching Liu, sorpresa con l'intera sua équipe dei
risultati raggiunti - Lo scopo è dare figli alle donne che hanno quest'organo
danneggiato".
Le cellule
sono state prelevate dall'endometrio, la parete di rivestimento dell'utero e
poi coltivate in laboratorio con l'impiego di ormoni. In una seconda fase, la mucosa
è stata spalmata su un materiale biodegradabile a forma di utero.
Le cellule
si sono moltiplicate fino a rivestire l'intera impalcatura che si è dissolta.
Nuova iniezione di ormoni e sostanze nutritive. Infine l'inserimento di
embrioni ottenuti da precedenti fertilizzazioni in vitro.
L'esperimento
è stato però interrotto dopo sei giorni. Ma al Centro di Medicina Riproduttiva
della Cornell sono intenzionati ad andare avanti portando gli embrioni fino al
quattordicesimo giorno di vita, termine ultimo per non violare la legge sulla
sperimentazione. In Usa fino al termine della seconda settimana di vita l'ovulo
fecondato è considerato pre-embrioni quindi può essere manipolato
"In
questo modo vedremo se gli embrioni continueranno il loro ciclo e se le loro
cellule si differenzieranno per avviarsi verso la formazione di organi
primitivi e se, soprattutto, comincerà la produzione della placenta per il
nutrimento del feto", spiega la ricercatrice cinese. Il progetto prevede
test su modelli animali (topi e cani) e, in caso di successo, la richiesta al
Governo americano di procedere sull'uomo, superando la soglia del
quattordicesimo giorno di sviluppo dell'embrione.
I risvolti
raccapriccianti di questi studi verranno discussi al congresso di Oklahoma. Le femministe
sono in allarme. In questo modo, sostengono, l'uomo potrebbe decidere di
eliminare la donna dal pianeta e perpetuare solo la specie maschile.
Un approccio differente era stato tentato alla Jutendo University di Tokyo: feti di cavie rimossi e inseriti in contenitori di plastica riempiti di liquido amniotico.