![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 9 FEBBRAIO 2002 |
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"Senza dubbio il compito dell'educazione non consiste nel formare quell'astrazione platonica che è l'uomo in sé, ma nel formare un dato fanciullo appartenente ad una data nazione, ad un dato ambiente sociale, ad un dato momento storico... Il concetto completo integrale dell'uomo che è prerichiesto all'educazione può essere soltanto un concetto filosofico e religioso dell'uomo". Così Maritain nella sua opera pedagogica fondamentale "Per una filosofia dell'educazione", (La Scuola, Pagine 384. Lire 53.000), che integra in un solo testo due opere ampiamente conosciute dal pubblico italiano colto: "L'educazione al bivio", e "L'educazione della persona". Esse vennero pubblicate dalla Scuola di Brescia e curate rispettivamente da Aldo Agazzi e da Piero Viotto. Esce ora, a cura di Giancarlo Galeazzi e sempre presso la Scuola la traduzione completa dell'edizione definitiva di "Pour une filosophie de l'education", arricchita da un'introduzione e un commento in cui Galeazzi fa valere la sua grande conoscenza dell'autore. Viene così resa disponibile un'opera che costituisce un classico del pensiero pedagogico del Novecento, e che ha esercitato in specie nei Paesi di tradizione latina un'alta influenza, non inferiore a quella dispiegata in particolare nei Paesi anglosassoni dalla pedagogia di John Dewey. In "Per una filosofia dell'educazione" (e in "L'educazione al bivio", che ne rappresenta la parte che circolò con maggiore ampiezza e incisività in Italia) Maritain getta le basi di un nuovo personalismo pedagogico che si fa progetto di scuola e di educazione. Esso eleva una ben congegnata critica verso il funzionalismo, il nozionismo, il politecnicismo che da lì a poco avrebbero assediato la scuola italiana ed europea senza respiro, conducendola non di rado verso l'anarchismo educativo e l'oblìo degli scopi fondamentali dell'educazione da essa impartita. Il personalismo pedagogico maritainiano è svolgimento e declinazione della prospettiva dell'umanesimo integrale, col quale fa corpo. Esso trova uno dei suoi baricentri nell'idea di "educazione liberale per tutti": qui il termine si riferisce alle classiche arti liberali. Ogni essere umano ha diritto di ricevere una tale educazione, propriamente umana e umanistica. Proprio questa educazione rappresenta la carne e il sangue dell'esperienza democratica, il più vigoroso baluardo contro le tecnocrazie e il sempre presente rischio di banalizzazione, di caduta di stile, di volgarimento provocato dai media e dalla loro cultura scadente.